Viviamo in una civiltà con la cultura della pace? Una voce fuori dal coro

Su Israele, l’Ucraina e la Verità
Da CounterPunch un’analisi spietata ed inquietante sull’eclissi delle capacità critiche della nostra civiltà. Dalle questioni geopolitiche (tra cui, spesso, massacri e guerre promosse dall’Occidente) ai fatti della nostra vita, si è realizzato nel modo più morbido il totalitarismo orwelliano: dietro l’illusione dell’“era dell’informazione” e del multiculturalismo s’impone in realtà un’unica possibile visione del mondo, un unico schema di interpretazione della realtà. Se pure non c’è nulla di nuovo sotto il sole, oggi sembrano però mancare figure capaci di esprimere efficacemente un’alternativa radicale (o sono sommerse dal frastuono)

Mentre le società avanzate diventano de-politicizzate, i cambiamenti sono tanto sottili quanto spettacolari. Nei discorsi quotidiani, il linguaggio politico si capovolge, come Orwell profetizzava in 1984. La parola “democrazia” è un artificio retorico. La pace è “perpetua guerra”. “Globale” significa imperiale. Il concetto di “riforme”, un tempo pieno di speranza, oggi significa regressione, perfino distruzione. “Austerità” è l’imposizione del capitalismo estremo sui poveri e i doni del socialismo dati ai ricchi: un sistema ingegnoso nel quale la maggioranza copre il debito di pochi.

Articolo completo QUI

Un’analisi su cui riflettere.

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Otimo articolo. Avrei preferito un approfondimento, magari più socio-politico o psicologico, sulla perdita della capacità di un pensiero, che fosse davvero razionale e ragionato. In ogni caso, mi sembra si parli soptratutto di due cose: Televisione (qui intesa come informazione mainstream) e guerre (sopratutto la questione ucraina). E subito mi è tornata alla mente la celebre affermazione di MalcomX, che aveva visto giusto quando affermò (in tempi dove esisteva solo la tv in bianco e nero) che i media ci avrebbero fatto odiare gli oppressi e amare gli oppressori. Missione compiuta. Anche questa. Ma non solo. Un punto molto interessante dell’articolo, a mio avviso, è il passaggio dove cita Terry Eagleton:

  • oggi sembrano però mancare figure capaci di esprimere efficacemente un’alternativa radicale

  • Alcuni anni fa Terry Eagleton, allora professore di letteratura inglese all’Università di Manchester, aveva calcolato che "per la prima volta da due secoli a questa parte, non c’è poeta, drammaturgo o romanziere britannico che sia pronto a mettere in questione i fondamenti del modo di vivere occidentale. "Non c’è uno Schelly che parli per i poveri, un Blake per i sogni utopistici un Byron che maledica la corruzione della classe dominante, un Thomas Carlyle o un John Ruskin che rivelino il disastro morale del capitalismo. William Morris, Oscar Wilde, HG Wells, George Bernand Shaw, non hanno degli equivalenti oggi. Harold Pinter è stato l’ultimo a sollevare la propria voce. Tra le voci insistenti del consumismo femminista, nessuna fa eco a Virginia Woolpiklpf, che aveva descritto “le arti di dominazione sulle persone … del potere, dell’omicidio, dell’acquisizione di terre e di capitale”.

Già… in linea generale sembra non vi siano più grandi uomini, capaci di cambiare il corso delle cose. In realtà ci sono ancora, ma non hanno (forse) il seguito e/o i meriti che andrebbero riconosciuti. Un appiattimento in gran parte dovuto ad uno scorretto utilizzo della tecnologia e dell’informazione. Se per Informazione vogliamo comprendere la parola “Storia”, dato che, le news di oggi, sono/saranno parte della Storia. Ma qui, d’altra parte, si apre un’altro capitolo che, secondo me nell’articolo andava approfondito. Il puro e semplice fattore “culturale”. A titolo di esempio mi viene in mente quell’articolo che riportai pochi giorni fa sul G77 e su come nessuno dei media “ufficiali” (a parte un articoletto del Sole24Ore) ne abbiano parlato. La domanda è: una cosa può esistere anche se gli organi di (dis)informazione non ne parlano? Lo so, sembra una domanda retorica, se non stupida… ma succede (sempre più spesso) che, la maggior parte delle pecore “accetti” come “reale” solo quello di cui si parla in tv o sui giornali. Questa “distorsione” e/o omissione di altre realtà (magari lontane) fa vivere le pecore in una eterna illusione, e, cosa ancora più grave, crea “ah hoc” dei seguaci della cultura che si vuole imporre (sia essa il neoliberismo più sfrenato, una dittatura, o anche solo la squadra di calcio del momento). Questo è molto grave e deleterio, e va ai danni della popolazione che, vedendo omesse certe informazioni, non ha più i mezzi (escluso forse Internet, ma anche qui ci sarebbe da aprire un capito a parte) per farsi una prorpia opinione, che non sia solo basata su pre-giudizi dettati da altri.
Il fatto di credere di essere “migliori”, di essere dei “veri portatori di democrazia” è solo una illusione, perchè ogni cultura ha i suoi metodi… e sopratutto i suoi tempi. Il mondo è pieno di ingiustizie e culture (compresi i vari “credo”) che sicuramente andrebbero rivisti, se non cambiati del tutto. Ma quando pensiamo di dover cambiare queste culture, usando come parametro la nostra cultura (vedi USA) senza mettere sul piatto della bilancia tutti i fattori che determinano quelle culture a noi tanto ostili, otterremo, molto probabilmente, l’effetto opposto.
L’aggravante, tra l’altro, l’ha creato proprio il neoliberismo e capitalismo d’assalto, che già ad inizio secolo ha imposto (o emigrare o morire di fame e/o guerre) a milioni di persone di lasciare la propria terra, creando ancora più attrito tra le diverse culture e comunità (per non parlare delgli schiavi, anche americani… che quelli non poterono nemmeno scegliere…).
Insomma, hanno fregato un sacco di persone… ma prorpio tante. E sono pronto a scommettere che molte di queste persone, in giro per il pianeta, non sarebbero così “chiuse” se non gli avessero lavato il cervello e tolto la speranza.
Non esistono solo i premi Nobel per la pace (premio che, per me, ha perso di significato da quanto è stato assegnato ad Obama) ma anche tantissime persone che riescono a fare cose stupende, a fare del bene. E’ che non ne parlano (quasi) mai di questi. E così si rischia di cadere nell’illusione che il mondo giri solo come ce lo dice il telegiornale.
Un mondo dove sta diventando normale ogni tipo di crimine contro altri esseri umani, mascherato da “progresso”. Ogni giorno… ogni singola ora di ogni singolo giorno, su qualche canale televisivo, c’è già un bel servizio, pronto a promuovere paura e dolore, divisione e razzismo, invidia ed egoismo… e poi qualche blogger viene “tacciato” di “allarmismo” perchè esprime il suo disagio a fronte di tutto ciò… Infatti sono sbarcati anche in Internet, i disinformatori e, in parte, sono riusciti a fare qualche proselito, semplicemente continuando quello che i media mainstream fanno tutti i santi i giorni: disinformare.
Tu leggi i loro articoli, e ti dici: “Cavolo, è vero! Come ho fatto a non pensarci prima?”; Perchè è indubbiamente più comodo avere qualcuno che pensa, ragiona e si sforza al posto nostro. E di fatti, come avevo fatto a non pensarci prima? Semplice… non ci avevo pensato… perchè non penso mai… non ragiono mai… Non riesco ad avere un pensiero che sia maturato dalla mia piccola scatoletta cranica… ho bisogno che lo faccia qualcun’altro… ed ecco affiorare in Rete un sacco di blog/siti che lo fanno al posto mio! Fantastico! io so tutto, pur non sapendo niente.
L’informazione è una cosa… l’esperienza diretta (di vita) è un’altra.
Tutto quello che dovremmo fare, a mio avviso, è parlare di più con le persone. Portare il bambino al parco, anzichè farlo stare davanti alla tv o alla Plei-Stescion. Capire che queste guerre non dovrebbero neanche esistere. Che sono solo frutto di “gente che va a rompere i ■■■■■■■■ ad altra gente”. Che prima che arrivassero gli eroi, molte civilità vivevano bene e in armonia… altro che “esportare la democrazia” (a suon di bombe).

Ragazzi… cerchiamo insieme di uscire da questo incubo, immaginando un posto migliore, per tutti.

Un saluto

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Sì Cyco, sono stato io ad allargare un pochino il discorso col mio titolo, il titolo originale era quello in cima al corpo del post.

Hai fatto delle ottime osservazioni che condivido, grazie, se hai qualche link da aggiungere sei benvenuto :blush: .

Sulla disinformazione dei media se ne parla anche abbastanza, ma il problema è: colpire le cause di ingiustizia e della disinformazione, perchè solo in questo modo si possono risvegliare le coscienze di quella larghissima parte della popolazione che sicuramente ha a cuore la vera giustizia, o cercare di risvegliare le coscienze per colpire le cause?

Mi sa che la civiltà tutta è sotto scacco e difficilmente ne verrà fuori pacificamente.

Io penso che il motore di tutto quello che ci sta succedendo è il denaro.
Il denaro è la benzina del potere, condiziona l’economia, soggiòga l’informazione e non dà spazio a coloro che dissentono e ai cambiamenti e, tramite il ricatto delle crisi e dei debiti, toglie ogni potere alle democrazie.

E’ un discorso lungo e non è sicuramente l’unica faccia (più che di una medaglia direi di un diamante intagliato), ma se dovessi scegliere il punto debole da dove attaccare il potere direi che riprendere il controllo dell’economia e del denaro è il primo punto.

Tutte le organizzazioni internazionali che abbiamo sono state create col solo scopo di accentrare il potere economico a tutto vantaggio dei paesi ricchi, in principio era così e fino a qui gongolavamo perchè ne traevamo vantaggio anche noi ora però il vantaggio si ta riducendo solo a ristrette cerchie o classi sociali. E manmano che si avanza in questa direzione le cerchie si restringono e chi rimane fuori e sempre più vittima di ricatti, condizionamento, informazione distorta, odio ecc.

Che c’entra tutto questo con la cultura della pace? Secondo me c’entra, e pure tanto.

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Concordo, in parte. Quello economico è senza dubbio l’aspetto con più “peso”.
Il motivo di quel “in parte” è dovuto principalmente ad un aspetto che devo ancora approfondire…

C’è un bel post che ti potrebbe interessare goku ( nn sto facendo politica ):

http://www.beppegrillo.it/m/2014/08/isis_che_fare.html

… A Roma, nel 2003, manifestammo contro l’intervento militare italiano in Iraq. Uno degli slogan era “se uccidi un terrorista ne nascono altri 100” …

giochiamo?

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In effetti è sorprendente come i retorici della democrazia si siano eclissati nel volgere di pochi anni. Oggi stravolgere la costituzione e demolire le istituzioni democratiche è considerata opera meritoria. E purtroppo è vero che la disinformazione lavora alacremente, ma anche che il dissenso è espresso da poche voci isolate. Raccogliamo quel che abbiamo seminato. Il tessuto sociale della civiltà occidentale è irrimediabilmente corrotto. Un modello di società che certamente non andava imposto, ma che ha rappresentato ad oggi il massimo sotto l’aspetto sociale, culturale, civile, sanitario, ecc. Un modello che sprofonda insieme alla democrazia. Oggi dissertiamo sull’integrazione e disintegriamo allegramente il nostro sistema sociale, diamo la caccia ai razzisti, come con le streghe nel medioevo, e siamo indifferenti a tutte le minacce quotidiane alla libertà e all’ autodeterminazione. Informazione di massa e controinformazione lavorano per lo piu’ a braccetto.

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Partecipai alla precedente. Nel 2003 già sapevo come sarebbe andata a finire é poi ero più preoccupato delle modifiche all’art. 18.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/18/armi-italiane-in-medio-oriente-il-2013-anno-dei-record/1082328/

Mi scuso per l’assenza, non ho abbandonato la discussione, ho solo problemi di connessione dal luogo di vacanza…
Ho anche visto l’altra “animata” discussione aperta proprio in riferimento al link suggerito da Ergonomico e ci sono stati interventi e spunti interessanti da tutti gli intervenuti ma, onestamente, sono felice di non essere intervenuto e prego tutti di non ricominciare qui con lo stesso tono.

In tutta onestà, su argomenti così generali ma maledettamente importanti non ho basi culturali e intellettuali sufficienti per riuscire a giudicare cosa è giusto e cosa è sbagliato, posso solo esprimere la mia impressione.

Innanzitutto concordo con quanto fin qui espresso e ben descritto da Oleson. Negli ultimi anni sembra scomparsa o eclissata qualsiasi forma di dialettica che metta in discussione l’ordine internazionale, la giustizia, gli squilibri che si amplificano sempre più, ecc. Tutti gli organismi sovranazionali dove dovrebbero essere discussi questi argomenti evidenziano il loro Totale Fallimento ed anche la loro inutilità. L’ONU è completamente esautorato da ogni decisione importante o peggio, le decisioni importanti sono prese unilateralmente dagli Usa; Il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio si ostinano a imporre politiche volte a privilegiare e arricchire l’occidente, altre istituzioni appaiono impotenti, e incapaci di discutere politiche alternative.

Nel frattempo non solo siamo più disinformati, ma ho molto l’impressione che siamo costretti ad un pensiero univoco e di parte.

Per quanto riguarda ad esempio il terrorismo, capisco e concordo parzialmente conle osservazioni che faceva Maby circa l’impossibilità di accettare anche solo verbalmente e in qualche maniera legittimare il terrorismo, credo che alle spalle dei terroristi ci siano interessi economici di cui non sappiamo assolutamente nulla ma il problema è anche capire perché i terroristi trovano così tanto terreno fertile dove reclutare le loro milizie (gente disposta a morire!) Credo che se cominciassimo a guardare la nostra società in modo critico capiremmo che ai loro occhi siamo solo paesi sfruttatori, guerrafondai e venditori di armi a chiunque purchè contribuisca a mantenere l’egemonia occidentale.
Sotto questa luce si può intuire che chi vede l’occidente così corrotto e oppressore, non avendo alternative diventa disposto a sacrificafre persino la propria vita per una causa che ritiene giusta (similmente a quello che hanno sempre fatto i nostri soldati morti in battaglia per difendere la loro e nostra libertà).

L’antidoto e unica arma efficace contro il terrorismo, imho, è il benessere. Bisogna cambiare completamene rotta e sacrificare probabilmente una parte del nostro lusso per creare condizioni di benessere nei loro paesi.
Come farlo non ne ho alcuna idea, sicuramente innanzitutto bandendo il commercio di armi (anche se le armi che già esistono sono già sufficienti a sterminare l’intera razza umana) ma poi penso che l’unica alternativa sia abbandonare l’attuale fallimentare teoria economica liberista. Sarà utopia ma come ci ha insegnato la mamma della Merkel (la Thatcher)… There Is No alternative

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( Ma nn l’ha leggittimato. L’ha spiegato.)

Il problema in questa cultura della retorica è che nn vogliamo capire le cause dei problemi e ci nascondiamo dietro al buonismo delle definizioni di wikipedia. In questo caso, senza una cultura organica sulla materia, siamo facilmente raggirabili e, lo svuotamento dei significati delle parole porta a questo paradosso: tutti siamo per il liberismo ma allo stesso tempo siamo per il socialismo del capitalismo, ovvero, è lecito lasciare alle logiche della giungla il nostro benessere mentre il benessere di pochissimi deve essere salvaguardato dal sociale, dalle nostre tasse.

E questo lo dice solo nelle prime righe dell’articolo che hai postato.

L’articolo iniziale naturalmente è una piccola opera d’arte. I giornalisti italiani se lo sognano un pezzo del genere così chiaro e ricco che dimostra come un certo tipo di giornalismo negli usa sia ancora vivo e presente. Nn di denuncia ma di lucida descrizione.

Il bello è che lascia spazio ad un bel parlare. Speriamo nn venga rovinato :smile: .

Per il resto il bandire tutte le armi, portare il benessere a tutti è pia illusione. Nn si farà mai. Iniziare un dialogo? Questo si, si può fare. Lo dice pure il papa ;).

Con questa società del qualunquismo intellettuale dove conta avere ragione e nn riportare a fuoco il vero che, per sua natura, rimane sempre un pò mosso in esposizione anche parlare di dialogo tra forze contrapposte è oggetto di scherno da bar ma pensare ad un futuro senza armi con il benessere globale no.

Riappropriarsi delle parole, del loro significato invece di svilirle per nn essere raggirati e ristudiare la nostra storia già sarebbe un bel inizio sai. Basterebbe poco.

http://discourse.adunanza.net/t/percezione-contro-realta/2467?u=ergonomico

Articoli che invecchiano bene.

Nel frattempo si è svolta un’altra importante vicenda, quella della Siria, dove un grosso, goffo uomo coi capelli arancioni voleva smettere di lanciare bombe sugli odiosi Siriani che utilizzano armi chimiche contro il loro popolo ma per fortuna ora sono tornati gli esportatori di Democrazia e Pace!

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