Se lo racconti non ti credono


#75

Grazie @Goku per gli auguri che ricambio… ma infatti oh, ogni tanto bisogna (imperativo) staccare. Io cerco sempre di tenere presente questo. Ogni tanto, fare qualcosa di diverso, di insolito… anche solo una lunga passeggiata in una bella giornata. Anche ridere (quando ci si riesce) fa oggettivamente bene. E’ davvero una medicina. :+1:

Edit
avevo dimenticato gli alberi! Osservare gli alberi… a lungo… :deciduous_tree: :smiley:


#76

E mentre cianciano di voler istituire un bel Ministero della Verità, tiriamo le somme degli ultimi 3 anni in quanto a libertà di informazione in itaglia

  • 2014 - 49° posto
  • 2015 - 73° posto
  • 2016 - 77° posto

Evvaiiii!!! continuiamo così :thumbsup:


#77

E sì che l’era del berlusconisco dovrebbe essere finita…


#78

Quell’era ha divelto i portoni per questa.


#79

Quella della libertà di stampa è una classifica inutile.
E’ fatta sulla base della percezione degli utenti intervistati (come le classifiche sulla corruzione che infatti porta a risultati analoghi) e l’Italia non è in bassa classifica perchè la politica la censura essendoci infatti piena libertà di scrivere quello che si vuole.
Siamo bassi semplicemente perchè ancora nel 2017 una grossa fetta dei giornalisti è minacciata di morte dalle varie mafie (soprattutto al sud Italia, ma anche al centro-nord) e questo fa apparire la stampa meno “libera” di quanto in realtà sia.
La stessa agenzia che fa la classifica ha detto che il suo obiettivo non sarebbe di fare una classifica tra paesi, ma semmai di verificare l’evoluzione nel tempo degli indicatori di ogni singolo paese.
Parlare di un’Italia bassa nella libertà di stampa per colpa di Berlusconi è leggermente inopportuno.
Prima che me lo chiediate NON sono un berlusconiano.


#80

Secondo me siamo bassi perché i giornali italiani vivono di finanziamenti pubblici (milioni di €/anno), anziché di copie vendute, come dovrebbe essere nel libero mercato, quindi è difficile che un editore attacchi il proprio finanziatore, andrebbe contro i propri interessi. Se non ricordo male (ma le cose potrebbero essere cambiate negli ultimi 2-3 anni) il fatto quotidiano è l’unico che vive senza finanziamenti pubblici.
Viva gli indipendenti.


#81

No, non credo che ricordi male, ho letto anch’io di recente che tra le testate a più ampia tiratura l’unico a non prendere sovvenzioni è Il Fatto Quotidiano.

Riguardo alla classifica ha ragione @Pace. E’ stata stilata molto ad minkiam, basandosi sostanzialmente su un articolo di La Repubblica sulle minacce di morte ricevute dai giornalisti, come se la mafia fosse l’unico problema di questo paese e fosse capace di deviare l’informazione.

Dissento assolutamente sulla convinzione di @Pace che in Italia i giornalisti possono scrivere ciò che vogliono.
I giornalisti scrivono e parlano nel solco tracciato dalle linee editoriali del loro giornale e i giornali seguono le linee dei loro editori.

La mia personalissima opinione è che come informazione “mainstream” stiamo messi molto ma molto male. Se ci si vuole informare oggi bisogna rivolgersi, se pur con più fatica e cautela al web, ed è per questo che si fanno sempre più forti le proposte per censurare e bloccare la circolazione delle informazioni.
In poche parole, non so stilare una classifica perchè non conosco l’informazione degli altri paesi, ma la nostra informazione è nella cacca fino al naso.


#82

Le analisi che avete formulato sono abbastanza corrette (metto qua sotto il resconto di RSF)

In May 2015, the daily La Repubblica reported that between 30 and 50 journalists were under police protection because they had been threatened. The level of violence against reporters (including verbal and physical intimidation and death threats) is alarming. Journalists investigating corruption and organized crime are the ones who are targeted most. In the Vatican City, it is the judicial system that is harassing the media in connection with the Vatileaks and Vatileaks 2 scandals. Two journalists are facing up to eight years in prison as a result of writing books about corruption and intrigue within the Holy See.

ma non dimentichiamo che, oltre ai reporter che ricevono minacce, ci sono anche quelli che praticano autocensura, per i motivi che ha correttamente evidenziato @murra ma anche per i motivi esposti da @Goku.
Ho voluto segnalare quella classifica per riflettere sulla condizione. Imposta o autoimposta conta poco a sto punto. C’è un problema e su questo non vi sono dubbi. L’informazione in questo paese e nella quasi totalità a senso unico, e questo succedeva già da prima del signor B. Certo che con lui la cosa, per ovvi motivi, diventò palese fino alla nausea. Questo non esclude ma anzi comprende un modo di agire che, soprattutto nei paesi occidentali e in quelli sotto la NATO, è diventato la norma, fino ad uscire dai confini nazionali, per seguire un “metodo” ben definito, e che in altri sedi è stato classificato come spin-doctor. Il che vuol dire far passare solo certe notizie (che spesso sono pure false) incessantemente e ripetutamente da tutte le maggiori testate giornalistiche occidentali. Il risultato è fin troppo chiaro: influenzare e dirigere l’opinione pubblica nella direzione che ci si è prefissati. Questo modus operandi diventa tanto più incisivo quanto più un fatto ha una certa rilevanza/importanza. Potrebbero sembrare parole esagerate, se le leggiamo così “di passaggio”, ma se consideriamo che, da ormai diversi anni viviamo in un mondo dove le Leggi e le Costituzioni vengono ripetutamente violate, è chiaro che non siamo più in Democrazia, quindi, alla luce di questi fatti, il problema riguardante la libertà di informazione diventa molto critico ed urgente. Basta vedere cosa hanno messo in piedi con l’euro. Un meccanismo che, per stare in piedi, ha bisogno del consenso da parte dei governi aderenti di scavalcare leggi e costituzioni, fino a non rispettare più neanche la volontà popolare, quindi democratica. E lo abbiamo visto con l’ultimo referendum. Ora, la domanda che mi/vi pongo è questa? Che differenza c’è tra il boicottare/impedire apertamente un referendum (situazione che si verifica normalmente in dittatura) e invece accettarlo per poi continuare a fare il caxxo che si vuole solo perché il voto espresso non è andato nella direzione che si voleva? Cambia la forma, certo… ma non la sostanza.
Quando ci si guarda un po’ indietro e si tirano le somme, anche alla luce degli ultimi avvenimenti che nulla hanno di democratico o comunque voluto dal popolo, si inizia anche a capire dove ci stanno andando a portare, in maniera subdola ovviamente, perché, come sappiamo, la Storia insegna… anche a loro. Ed ecco che, dalla prospettiva di chi ha capito come stanno andando le cose, vedere una informazione che “non informa” o “disinforma” fa riflettere. Ma d’altra parte è conseguenza logica dei tempi che stiamo vivendo. Usare la finanza per distruggere (e poi appropriarsi dei beni di un determinato paese) sembra essere la nuova forma di guerra 2.0, dove il mandante, anziché assumersi la responsabilità delle proprie azioni, si nasconde dietro incomprensibili fattori di macroeconomia, geopolitica da bar Mario, calamità naturali e via discorrendo… Non è così, purtroppo. Qualcuno sta spingendo per riprendersi tutto il potere che gli è stato (giustamente) tolto molti anni fa. Il denaro non è il fine, è il mezzo…


#83

A me sembra che l’esito del referendum sia stato rispettato considerando che la riforma costituzionale non è entrata in vigore e la Costituzione è rimasta invariata. Votavamo solo su quello non su altro.


#84

La Costituzione è rimasta invariata? :old_hmm:


#85

Bè mi sembra che il Senato sia ancora lì uguale a prima, le Province ci siano e lottino insieme a noi con i loro sprechi, lo CNEL è lì dove è, la materia concorrente tra Stato e Regioni è ancora al suo dannoso posto and so on and so forth…


#86

Nel senso che la costituzione è rimasta invariata…dalla sua proclamazione?


#87

No, ha subito delle modifiche nel tempo così come previsto dai costituzionalisti che permisero la sua modificabilità in alcune parti. Ma l’ultima riforma è stata respinta ed i suoi effetti non entreranno mai in vigore, dunque dire che la volontà degli italiani non è stata rispettata è una falsità!


#88

(i piani procedono spediti - parte quinta; mainstream e fake news)


#89

Ottima spiegazione, tre mesi prima lo aveva segnalato anche ZeroHedge ha mostrato gli stessi movimenti e un mese prima ancora anche questo video


#90

Movimenti…

Il caso della Svezia:

(parte 2)


#91

complottista io…


#92

Bene. Dopo una lunga introspezione e un paio di birre ho deciso che non scriverò più qui in questo thread. Il motivo è che, a evidenza dei fatti, e per la velocità con la quale la situazione (non solo italiana) sta degenerando, è ormai diventato superfluo continuare a postare articoli o anche solo pensieri, vista la situazione.
L’intento era di fornire spunti di riflessione, a fronte di un mondo che, evolvendo sempre peggio, e non riuscendo né volendo imparare dal passato, anziché proiettarsi verso un mondo davvero cooperativo e di scambio, sta pericolosamente tornando ad ideali e concezioni facenti parte dei secoli scorsi.
Il punto è che, ormai, ci stiamo assuefacendo all’assurdo, all’impensabile.
Quando si perde il pensiero critico. Quando non si ha speranza per il futuro e non ci si rende conto dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 30 anni si finisce per accettare tutto, perché il “nuovo” è più facile e comodo da memorizzare, mentre, per fortuna, la mente è selettiva e tende a dimenticare/rimuovere molte informazioni riguardanti il passato. Il “nuovo che avanza” ha cancellato le culture, le tradizioni e la storia di tantissime persone, mentendo, nei fatti, nel momento stesso in cui si dichiara come progresso, libertà e uguaglianza. Quello che invece sta portando è divisione, disperazione e guerre sociali, tutte accomunate da un unico problema: la mancanza di prospettive per il futuro.
Siamo sotto attacco, ed ormai è evidente. Ma è anche giusto che ognuno si prenda il tempo necessario per elaborare il lutto. Orwell ci aveva avvisato…
In ogni caso, esistono un sacco di cose e persone belle in questo mondo ma, immancabilmente, vengono taciute dai media, quasi a voler sottolineare che un altro mondo non è possibile. Io invece so per certo che è possibile ed auspicabile. Ed è l’auspicio che auguro a tutti noi, ribadendo che non è mai stata mia intenzione ferire qualcuno, in alcun modo, ma ero (e sono ancora) mosso da sincera ricerca delle cause che stanno dietro ai fatti che quotidianamente viviamo sulla nostra pelle.
Auguro a tutti una buona vita nella speranza che le cose possano migliorare :old_cuore:
Se qualcuno vuole scrivere qua è naturalmente libero di farlo. Per quanto mi riguarda, il thread si può anche chiudere.
Sarò comuqnue persente nel Forum, tempo e umore permettendo :old_bene:

Il miglior modo per combattere l’ignoranza è quello di diffondere la conoscenza in modo sistematico. Con questo obiettivo in mente, è fondamentale favorire gli scambi di idee e le relazioni umane -
Nikola Tesla


#93

My two cents:

Da “Psicologia delle folle” di Gustave Le Bon
« Le civiltà così come conosciute sono nate grazie ad un piccolo gruppo di intellettuali aristocratici, mai dalla massa. La massa ha solo potere distruttivo. Il loro ruolo è sempre effettivo in modo barbaro. Una civiltà involve ruoli stabiliti, disciplina, passaggio dall’istinto alla razionalità, in previsione futura, un elevato livello culturale — tutte condizioni che la folla, lasciata a se stessa, hanno sempre mostrato non in grado di realizzare. In conseguenza di questa pura forza distruttiva, il potere delle masse è tale a quello dei microbi che dissolvono i corpi malati o privi di vita. Quando la struttura di una civiltà è compromessa, è sempre la massa che la porta alla caduta. »

Da questo importante trattato del 1895 (studiato anche da Lenin, Stalin, Hitler e Mussolini) e dal seguente studio della psicoanalisi sviluppata da S. Freud, prende vita l’opera di Edward Bernays (nipote di Freud) “Propaganda” che inizia a mettere in pratica l’utilizzo del subconscio per indirizzare il comportamento delle masse.

“se capisci i meccanismi e le logiche che regolano il comportamento di un gruppo, puoi controllare e irreggimentare le masse a tuo piacimento e a loro insaputa.”

Dal connubio di queste opere (e ovviamente di quelle di altri studiosi dell’epoca) parte, a velocità esponenziale e in qualsiasi settore dei comportamenti umani, lo sviluppo dell’instradamento dei comportamenti di massa come "ingegneria del consenso”.

Orwel questi studi li conosceva bene e come qualsiasi persona con la mente libera ne ha compreso l’enorme potenza.
Mentre lui scriveva libri apocalittici per denunciare questo pericolo, altri fondavano e finanziavano think tank per studiare come trarne massimo vantaggio.

Ovviamente questa è una storia di pura invenzione e Bernays è considerato solo una delle 100 persone più influenti del XX secolo (secondo la rivista americana Life) per le sue simpatiche barzellette.

Buona vita MarKo.


#94

Evvai così! Alla grande!

Ma ■■■■■■■■■■.