Musica e dintorni


#124

Grazie daniel :smile: ps: al mio matrimonio ho indossato bretelle blu tardis cn un tardis, un dottore interpretato da un oca e la scritta: trust me i am a ducktor :wink:


#125

io voglio la torta a forma di dalek… znk non me la fa… :smiley:


#126

#127

A proposito di papere…


#128

…e di Power…


#129

E sotto una pioggia autunnale di fine luglio, ecco a voi…

PS: se becco quello che ha inventato la bufala del Riscaldamento Globale, gli faccio un sedere a sbadiglio d’asino. :angry:


#130

La canzone mi ha fatto piacere e sorridere, grazie!
Per il riscaldamento globale non direi che si tratti di una bufala, riscaldamento globale non significa che non piove più e da domani schiattiamo tutti dal caldo senza tregua.
Il riscaldameto globale è quello che sta procurando lo scioglimento dei ghiacciai perenni (se ti va vieni a trovarmi in valtellina e porto a visitare il ghiacciaio dell Stelvio (per esempio) che si è ridotto del 50% in una sessantina d’anni (ma io l’ho notato a vista negli ultimi 30 anni!) o quello dei poli

o quello del permafrost

P.s.: la prossima volta che ci incontriamo metto le mutande di ferro :smile:

Ciao Maby! :wink:


#131

Tranqui, Goku. Non ce n’è bisogno :laughing:
In realtà, ci stiamo avvicinando ad una nuova Glaciazione, che non dipende dall’Uomo ma da mutamenti nella rotazione della Terra intorno al Sole. Quindi, tieni la pelliccia a portata di mano per i prossimi 100.000 anni …


#132

Mattina o pomeriggio?


#133

Direi che questa è la soluzione ideale


#134

#135

#136

#137

#138

Ideale per una notte insonne e con l’anima che zoppica…


#139

#140

#141

Bunga-bunga cinta = I fiori dell’amore

Dedicata al tizio che è…ehm…sceso da cavallo :slight_smile:


#142

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Marianne Faithfull: «Jim Morrison? L’ha “ucciso” il mio fidanzato»

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L’icona della Swinging London ricostruisce la morte del cantante dei Doors
La dose fatale gliel’avrebbe data il suo compagno dell’epoca, Jean De Breteuil
di Simona Marchetti

A «uccidere» Jim Morrison in quell’infausto 3 luglio del 1971 è stato Jean de Breteuil, che all’epoca era il fidanzato spacciatore di Marianne Faithfull, nonché pusher di molte altre celebrità. E a raccontarlo a oltre 40 anni di distanza dalla morte del leader dei Doors è stata proprio la stessa Faithfull in un’intervista alla rivista Mojo per la presentazione del nuovo album “Give My Love To London”, in uscita il prossimo 29 settembre e che farà da apripista al tour mondiale per festeggiare il mezzo secolo di carriera (Milano e Lucca le due date italiane).

La versione di Bernett
«Mi fanno sempre delle domande incredibili: l’ultima volta che sono venuta a Londra un giornalista mi si è avvicinato e mi ha chiesto “perché hai ucciso Jim Morrison?” – spiega l’ex musa della Swinging London dicendo di non essersi per nulla scomposta - così ho deciso di raccontargli esattamente cosa successe quella notte e perché non ammazzai io Jim Morrison. Ma so chi lo fece». A sostenere il coinvolgimento della Faithfull nei fatti che portarono al decesso di Morrison fu l’ex giornalista del “New York Times”, Sam Bernett, nel libro “The End: Jim Morrison” del 2007, dove rivelò che il rocker morì di overdose in un bagno della discoteca «Rock’n’Roll Circus» di Parigi, ma che il corpo venne poi portato nella sua casa di Rue Beautreillis e infilato nella vasca dai due spacciatori che lavoravano per de Breteuil e che gli avevano dato la dose fatale di eroina. La Faithfull sarebbe stata presente in discoteca, venendo subito a conoscenza tutta la vicenda, ma avrebbe giurato di mantenere il silenzio.

«Jim Morrison? L’ha “ucciso” il mio fidanzato»
Pur confermando la circostanza dell’overdose, la oggi 63enne cantante ha però ricostruito i fatti di quella notte in un altro modo. Stando al suo racconto, infatti, sarebbe stato direttamente de Breteuil ad andare a casa di Morrison per portargli la droga, mentre lei aveva preferito rimanere in albergo ad aspettarlo. «Avevo un brutto presentimento e così presi del Tuinal (un barbiturico, ndr) e mi addormentai, mentre lui andò a trovare Jim Morrison e gli diede la dose fatale che lo uccise. Beninteso, sono sicura che si sia trattato di un incidente. La dose era troppo forte? Sì. Lui morì e io non ne sapevo niente. Comunque sia, ora tutti quelli che hanno avuto a che fare con la morte di quel povero ragazzo sono morti. Tranne me».

«Amy Winehouse? Non voleva le dicessi nulla»
Ma come ha raccontato in “Faithfull: An Autobiography” del 1994, anche lei ha visto spesso la morte da molto vicino, ma alla fine la sua buona stella l’ha sempre salvata. Quella buona stella che invece si è spenta prematuramente per Amy Winehouse, la cui scomparsa ha colpito profondamente la Faithfull. «Amy era molto, molto diffidente con me – continua la cantante nell’intervista - perché sapeva che io sapevo e non voleva che le dicessi nulla. In situazioni come queste entrano in gioco narcisismo ed autolesionismo e io lo so bene: è come se ci fosse un muro di vetro fra te e il resto del mondo e quindi tutto l’amore che gli altri riversano su di te, non lo senti. Ma non so davvero cosa avrei potuto fare, a parte prenderla e scuoterla, dicendole “Stupida piccola idiota!! Svegliati!!””. Ma probabilmente non sarebbe servito a nulla lo stesso».

Fonte: Corriere.it


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