Mondo Verde 🌅 🌎 🌳


#1

ciao, apro questo thread per chi volesse segnalare news: idee, invenzioni e progressi nel campo delle energie pulite. Argomento che - credo - potrebbe (e dovrebbe) interessare sempre più, visto che i progressi in ambito tecnologico e scientifico stanno portando, piano piano, ad una vera e propria rivoluzione (maggior beneficio e minori costi rispetto ai metodi di approvvigionamento energetico “tradizionali”). Magari questa cosiddetta Rivoluzione non la vedremo per ancora molto tempo. O forse la vedremo solo quando si esauriranno i pozzi di petrolio e le miniere di carbone. Vale la pena comunque segnalare questi progetti innovativi perché, un giorno, uno o molti di questi potrebbero divenire di uso comune :slight_smile:

Mini-idroelettrico: la turbina a vortice funziona con flussi minimi

Dall’ingegno del ceco Miroslav Sedláček nasce la turbina senza pale in grado di produrre elettricità anche da flussi a bassissima velocità. Un’invenzione che apre l’accesso a nuove fonti di energia.

(Rinnovabili.it) – Turbine piccole, anzi piccolissime, di dimensioni così ridotte da essere istallate in ruscelli o addirittura nelle tubature urbane. In Europa l’Era del mini-idroelettrico è iniziata ufficialmente e l’obiettivo di ricercatori e progettisti è quello di trovare il design più innovativo ed efficiente possibile. Come quello, ad esempio, realizzato da Miroslav Sedlácek, ingegnere civile del Politecnico di Praga, in lizza per l’European Inventor Award 2016. L’idea che ha permesso a Sedlácek di entrare nella rosa dei finalisti del premio, è la realizzazione di una turbina di mini idroelettrico senza pale.

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L’aereo Solar Impulse vola verso un futuro sostenibile

Dopo aver volteggiato silenziosamente sulla baia di San Francisco e sul Golden gate bridge, la sera del 23 aprile si è posata a terra con un lieve ronzio elettrico una maestosa libellula di 72 metri. È Solar Impulse, il simbolo di una nuova era di sofisticata leggerezza, non solo delle nostre future tecnologie, ma anche dei nostri pensieri e delle nostre azioni.

Con un aereo senza una sola goccia di carburante, è stata compiuta la prima traversata del Pacifico (Cina-Giappone-Hawaii-California), solo una parte dello straordinario giro del mondo dei “piloti solari” svizzeri Bertrand Piccard e André Borschberg. Nei prossimi mesi la tecno-libellula made-in-Switzerland traverserà in cinque tappe gli Stati Uniti, l’Atlantico, l’Europa, e raggiungerà Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, da dove è partita il 9 marzo dell’anno scorso.

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Solar Impulse 2 ha completato il giro del mondo


Dagli Stati Uniti al Portogallo in quattro mesi, sfruttando solo energia solare: è questo l’obiettivo di Solar Voyager, la prima barca fotovoltaica impegnata in un’impresa mai riuscita prima.

Nelle stesse ore in cui il Solar Impulse 2 sorvola l’oceano Atlantico verso le tappe finali del suo straordinario giro intorno al mondo, un “parente” compie la stessa traversata via mare. E ancora una volta protagonista è l’energia solare. Solar Voyager alla conquista dell’Oceano Nel 2013 Isaac Penny e Christopher Sam Soon, il primo ingegnere meccanico statunitense e il secondo ingegnere elettronico e programmatore originario delle Mauritius, hanno deciso di dedicare il loro tempo libero a un progetto ambizioso: realizzare una barca funzionante solo a energia solare, in grado di compiere traversate oceaniche. Dopo 4 anni di lavoro e una partenza fallita nel 2015, il loro Solar Voyager è evoluto da fragile kayak di plastica a imbarcazione con un insolito scafo di alluminio, e i due ricercatori sono più che mai vicini al raggiungimento dell’obiettivo. Salpato lo scorso 1° giugno da Gloucester, una località nei pressi di Boston (Massachusetts), il Solar Voyager dovrebbe approdare a Lisbona – a più di 3.000 km di distanza – in autunno.

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inchiostro fotovoltaico

Le celle fotovoltaiche sono di plastica. E si stampano come un giornale

Con l’inchiostro fotovoltaico trasformi le foto in celle solari


#2

#3

Da una start up svizzera il pannello solare con resa al 36%

Il fotovoltaico a concentrazione debutta nel mercato del solare residenziale. Con un innovativo sistema microtracking, il pannello della Insolight cattura il 100% della luce incidente.

(Rinnovabili.it) – Il doppio dell’elettricità per la stessa superficie: così la start up svizzera Insolight descrive il suo innovativo pannello solare a concentrazione. L’azienda, che ha sede presso l’Innovation Park del Politecnico di Losanna, ha sviluppato un prototipo di modulo fotovoltaico per le utenze domestiche con l’eccezionale resa del 36,4%. Parliamo di un livello di efficienza notevolmente superiore a quello dei pannelli oggi sul mercato, dove le soluzioni ruotano attorno al 18-20%

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#4

Le auto elettriche “uccideranno” quelle a benzina e gasolio entro il 2030?

Ma l’industria petrolifera e quella nucleare fanno finta che le auto elettriche non esistano

Giles Parkinson è un giornalista con 30 anni di esperienza, ex redattore di Business e vicedirettore di Financial Review, editorialista di The Bulletin e The Australian ed ex direttore di Climate Spectator, ma non si aspettava che il suo articolo “Tesla Motors’ Elon Musk just killed the petrol car”, pubblicato su REnew Economy, facesse il record di letture e condivisioni e sollevasse un accesissimo dibattito.

Eppure l’articolo cominciava con una dichiarazione clamorosa dell’analista di Barclays Brian Johnston, «Adios auto alimentate a benzina», a commento della notizia che Tesla Motors in meno di due giorni aveva ricevuto ordini per quasi 200.000 Model 3, un’auto elettrica 5 posti che ha 345 km di autonomia, che in meno di 6 secondi passa da Zero – 100 km/h e che ha 5 Stelle per la Sicurezza in tutte le categorie. La sera del 2 aprile gli ordini erano già arrivati a 276.000, più di 280 milioni dollari di capitale a costo zero in caparre per Tesla ed ordini totali per più di 13 miliardi di dollari in aut elettriche. Più delle vendite mensili della General Motors. Parkinson spiega che si tratta della «più rapida crescita del portafoglio ordini di clienti nella storia dell’industria automobilistica», e per un’auto che non entrerà in produzione prima di 18 mesi e che non ha certo un prezzo alla portata di tutti: 35.000 dollari.

Si tratta di numeri enormi e Johnston ed altri analisti dicono che è l’inizio di una marea che sommergerà il motore a combustione interna e che Tesla è il “game changer” che accelera il passaggio dai motori “fossili” a quelli elettrici. Sarebbe cominciato il conto alla rovescia per la fine dei motori a combustione interna e cha la loro fine potrebbe arrivare già nel 2025. Ad accelerare la fine dei motori “fossili” avrebbe contribuito anche il dieselgate della Volkswagen che ha costretto le altre case automobilistiche a pensare seriamente di passare ai veicoli elettrici.

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#5

Un conoscente ha la Tesla, bel giocattolino (e costoso) ma quello è, un giocattolino.
Impossibile (allo stato attuale) usarla se non in città o zone limitrofe.

Il discorso cambia per le auto (anche utilitarie) ibride. Sicuramente sono più funzionali.


#6

Si. Anche se l’artcolo cita la Model 3 in alcuni passaggi, il senso più generale è che (con la Tesla Motor a fare da apripista) le auto elettriche tra non molto inizieranno a costare sempre meno. Diversi governi nel mondo stanno già pensando a come dovrà avvenire il passaggio, e alcuni di questi vorrebbero vietare le auto a combustione entro il 2030. Naturalmente, per ora, questa dei divieti è solo una idea, che portebbe (e lo farà in alcuni paesi) diventare proposta di Legge da proporre al proprio parlamento. Staremo a vedere ma la direzione è quella giusta :+1:


#7

Chi il caffè :coffee: :blue_car: e chi il whiskey :tumbler_glass: :red_car:


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#9

Dagli Stati Uniti arriva il sosia della plastica, riciclabile all’infinito.
La cover del cellulare che probabilmente avete in mano in questo momento è di plastica. Se nel frattempo state ascoltando della musica, anche gli auricolari sono di plastica. La bottiglietta d’acqua che avete sulla scrivania è di plastica. E se in pausa pranzo mangerete un’insalata comprata al supermercato, anche quella sarà in una confezione di plastica.

Non ce ne accorgiamo neanche, ma siamo sommersi dalla plastica, con i devastanti effetti che ne conseguono. Sì, perché questo materiale non è biodegradabile, e sta lentamente distruggendo il nostro ecosistema. Per fortuna, si moltiplicano le iniziative, i progetti e le invenzioni che mirano a ridurre il suo utilizzo: passi piccoli ma fondamentali per un mondo migliore, più attento e più rispettoso nei confronti dell’ambiente.

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#10

Era ora!
Speriamo non costi una fortuna e che diventi presto lo standard mondiale.


#11

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#13

Interessate, la ricerca lo è sempre, ma l’uso e getta non mi ha mai convinto e le “piccole quantità di metalli non tossici” moltiplicate per migliardi di pezzi non sono più piccole quantità…

Sono multo più fiducioso nelle cose di lunga e lunghissima durata


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http://www.rinnovabili.it/ambiente/rifiuti-di-plastica-idrogeno/


#16

https://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/28762-olio-esausto-plastica-bion


#17