Manifestazioni #blacklivesmatter

Ma solo a me queste manifestazioni e inginocchiamenti in giro per il mondo hanno fin da subito fatto venire una forte orticaria?

Dove era tutta sta gente l’anno scorso quando migliaia di Gilet Gialli venivano massacrati dalla polizia francese? Perché i media non dicevano niente e occultavano le notizie di un anno di violenze mentre ora non si apre nessun servizio senza

Non c’è nulla di spontaneo in questo movimento, come in tanti altri movimenti apparsi negli ultimi anni ma sembra che chiunque se ne accorga debba stare zitto o fingere di scandalizzarsi per non andare contro la corrente del politically correct.

Io no.

P.S. il problema della violenza della Polizia USA è un problema di violenza della Polizia USA, non è un problema di razzismo, tanti sono i casi di violenze compiute da poliziotti di ogni “colore” contro cittadini di ogni “colore”.

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Infatti è molto più alto il numero dei bianchi ammazzati che degli altri colori.

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P.S. il problema della violenza della Polizia USA è un problema di violenza della Polizia USA, non è un problema di razzismo, tanti sono i casi di violenze compiute da poliziotti di ogni “colore” contro cittadini di ogni “colore”.

Dire che negli USA non c’è un problema di razzismo vuol dire non vedere.
Poi d’accordo con te che le manifestazioni possono sembrare ipocrite ma il problema c’è ed è reale e andrebbe risolto una volta per tutte.
Posso anche capire che la Polizia USA per difendersi debba avere certi comportamenti quando non sa’ chi ha davanti, visto che lì la legge permette di essere armati fino ai denti. Problema facilmente risolvibile vietando, come qui in Italia ed Europa, la libera vendita delle armi.
Comunque negli USA se sei di colore non vivi tranquillo, molto peggio che qui.
Non è una cosa che si risolve dall’oggi al domani, ci va tempo, però l’importante è iniziare. Queste manifestazioni vanno in quel senso.

Per riassumere, diciamo che sono due problemi:

1- razzismo
2- polizia violenta

E diciamo pure che questi due problemi si intersecano spesso.

Tutto sottoscrivibile, se non fosse che in America stanno usando il movimento #blacklivesmatter per buttare giù Trump senza batterlo alle elezioni. Sui social stiamo vedendo le devastazioni insensate che stanno procurando danni alla popolazione esasperata, popolazione anche nera…
Se solo in USA ci fosse un presidente “di colore” :old_lol:
Riguardo alle manifestazioni in Italia, bhe’ sono fatte dagli stessi che credono ancora che le ONG “salvino vite” ma non sanno nemmeno la differenza tra naufraghi/rifugiati/migranti :astonished:
Guardacaso gli stessi che “abbracciavano cinesi” e gridavano al “razzismo” per una “quarantena” mirata. Gli stessi che con l’economia distrutta vogliono prendere un prestito “MES” dagli strozzini che hanno distrutto la Grecia…
Inginocchiature ed altre pagliacciate fatte per le TV ad uso e consumo dei più ingenui…

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Sarà ma io non vedo un problema di razzismo, gli USA sono un miscuglio di popoli come non ce n’è in nessuna altra parte del mondo. Vedo invece un gravissimo problema di natura economica. Più di 40 anni di liberismo hanno distrutto il tessuto sociale, impoverito, ghettizzato, precarizzato, lasciato senza lavoro e tutele sociali le fasce più umili della società ad esclusivo vantaggio della fascia super ricca che vive di speculazione finanziara e globalizzazione dei capitali.

Quello che per i media è razzismo in realtà è solo la reazione dalla parte sbagliata di quella che una volta era la classe media che si vede ora degradata a classe povera e pensa che la colpa sia di chi è più povero ancora.

Le manifestazioni di questi giorni non sono altro che una forte e ben pilotata reazione Ultraliberista ed infatti si dirigono tutte contro Trump che potrà anche non stare simpatico (grazie soprattutto alla posizione smaccatamente politicizzata e denigratoria dei media mainstream) ma non ho dubbi che se, negli USA come in Italia e ovunque, non si inizierà a comprendere che ogni stato deve operare per far crescere il benessere interno ridando dignità e lavoro al proprio popolo, quello che adesso sembra un problema razziale diventerà un problema di guerra civile, poveri contro poveri, con i potenti che se la godono come gli imperatori ad uno spettacolo di gladiatori nell’arena.

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Guarda, mio cognato è americano, di NY. Vive qui in Italia da parecchio ormai. Non è mai stato razzista. Però da quello che mi ha raccontato lì è diverso, i neri sono visti in altro modo.
Per dire: la sorella è venuta qui in Italia a trovarlo ed era la prima volta. Sono andato a prenderla in aeroporto e durante il tragitto siamo passati da un quartiere dove c’era parecchia gente di colore, si è subito accovacciata in macchina tentando di nascondersi :grinning: ed io inutilmente a spiegargli che non doveva preoccuparsi. Io, nel 2000 sono andato a NYC ospite del fratello di mio cognato il quale mi ha sconsigliato di recarmi ad Harlem. Peccato perché dev’essere un bel quartiere. Non mi avesse detto quello probabilmente ci sarei andato, non ho problemi a relazionarmi con gente diversa da me, come d’altronde la maggior parte degli italiani. Ma da bianco non sarei stato visto bene. Questo come dicevo non si risolve dall’oggi al domani, è proprio radicato, ma qualcosa si sta’ muovendo. Trump è un problema secondario ma non appoggiando questo cambiamento ha solo da perderci secondo me.

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Non dubito sulla percezione della realtà di tuo cognato, anch’io ho parenti nel New Jersey, mio nonno aveva la cittadinanza americana (ma erano altri tempi e ora non importa).

Il mio punto di vista è sempre quello di non guardare gli effetti ma le cause.
E le cause sono sempre economiche.
Metti in piedi un sistema economico che si basa sul liberismo sfrenato e il capitalismo finanziario e poi ti meravigli se milioni di poveri disoccupati o con lavoro precario o comunque insufficiente ad avere una vita decorosa iniziano ad odiare chi sta meglio di loro e pretendere un pezzo del loro benessere?
Puoi pensare che chi sta dall’altra parte e si sente attaccato non inizi a nutrire lo stesso odio contro questi “parassiti” che li attaccano?

Secondo te perché tutti i liberisti vogliono le frontiere aperte indiscriminatamente? Perché amano il prossimo più di loro stessi o perchè hanno accesso a continua nuova manodopera sempre più disperata e disposta a lavorare a qualsiasi condizione e a qualsiasi prezzo? O anche perchè con le frontiere aperte possono eventualmente spostare tutto in altri stati dove la forza lavoro è “meno pretenziosa”?
Queste cose non sono eclatanti, sono come una marea che sale piano piano, inesorabilmente, e prima o poi l’acqua arriva alla bocca, prima di chi non sa nuotare e poi anche gli altri vengono tirati giù.

Sulla politica interna americana ho sicuramente lacune, sapevo che Trump aveva subito condannato il primo omicidio, non vedo come potrebbe schierarsi dalla parte di chi devasta le città e questo gran movimento di cambiamento non lo vedo proprio.

Se poi di fosse razzismo mi chiedo come mai questo non è diminuito quando il presidente era un Premio Nobel della Pace abbronzato (guerrafondaio ah no scusa, “esportatore di pace nel mondo”), o come mai ancor prima, con Bush Jr, i Segretari di Stato erano due galantuomini come Colin Provetta Powel e dopo Condolcezza Rice (e tanti altri).
Insomma, non arrivi a certi livelli se vivi in un paese razzista, scoppiano invece rivolte se vivi in un paese in cui il sistema economico è predisposto per alimentare una pessima distribuzione della ricchezza.

Chiudo riscontrando che gli USA sono l’avanguardia di quello che sta succedendo anche da noi, ci stiamo americanizzando a grandi passi e mi trattengo nei commenti su chi, in europa scimmiotta inginocchiamenti e proteste facendosi menare per il naso e facendo il gioco di quelli che manovrano queste proteste.

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:money_mouth_face: :money_mouth_face: :money_mouth_face:

Globalizzazione si chiama!

Secondo il DIpartimento di Stato americano gli afroamericani (13% della popolazione) commettono 52.5% di tutti gli omicidi. I criminali afroamericani sono 8 volte più dei bianchi e i bianchi 6 volte più vittime di loro. Gli afroamericani sono colpevoli di 84% delle vittime bianche di omicidio e del 93% degli altri afroamericani.Con questi numeri di cosa stiamo parlando?

che i neri americani sono violenti e commettono atti illegali più dei bianchi.
Ma non centra nulla con la violenza delle forze dell’ordine USA!

Mah sai, io sono contro i confini ma non sono quel tipo di persona che si approfitta di questo. Fosse per me li eliminerei tutti, sanno tanto di muri e chiusure, cosa che io non sopporto. A furia di crearci confini ci ritroviamo a diventare capo-pianerottoli :grinning:
Il male non sta’ in chi è diverso da noi per colore della pelle o cultura, anzi per me questo è solo un arricchimento, ma nella mancata ridistribuzione della ricchezza. Il male è il denaro in poche parole, o cmq la sua gestione.

Scommetto che quando vai in vacanza o quando lasci la casa disabita lasci sempre la porta spalancata e un po’ di denaro sparso qua e là perché i confini non debbono esistere e occorre ridistribuire la ricchezza.

Immagino anche che quando c’è stata la chiusura totale per il covid tu, opponendoti ai confini delle tue quattro mura abbia invitato sconosciuti a casa tua e ti sia buttato nelle vie dove c’erano probabili assembramenti inneggiando l’abbattimento dei confini.

Scusa le battute sarcastiche @sparco, ma i confini esistono da sempre per un motivo abbastanza semplice, proteggere e consentire uno sviluppo ordinato, condiviso e sostenibile di chi quel territorio lo abita da sempre.

Concordo, ed è il motivo per cui i confini devono esistere ed essere protetti, che non vuol dire chiusi ma regolamentati.
Chi ama il mondo per l’infinita quantità di culture che esprime, la saggezza storica di popoli e tribù , il diverso carattere che essi esprimono, le naturali differenze che alimentano l’arricchimento culturale reciproco, non può immaginare un mondo senza confini, dove tutti sono uguali, la cultura si è mischiata in un unico pastrocchio omologante, livellante e omogenizzante.

Poniamo, per esempio, che il mondo occidentale fosse un mondo ormai degenerato e culturalmente morente ed ipotizziamo che, grazie a quel pastrocchio omologante che gli abbattitori di confini vorrebbero, essa sia ormai l’unica cultura esistente sul nostro globo, che alternativa o esempio diverso lo salverebbe?

E’ proprio il fatto di aver culture, idiomi, tradizioni, religioni, caratteri fisici diversi che genera la forza perennemente innovatrice e miglioratrice del genere umano.
Non a caso, gli unici che sviluppano le teorie omologanti del mondo senza confini siamo noi occidentali. Non le vogliono gli arabi, non le vogliono gli indiani, neanche i cinesi né tanto meno i giapponesi o chiunque altro vi venga in mente.
Consiglio la lettura di qualche scritto di Orwell, Huxley ed altri autori catalogati nel filone “distopico”, tanto attuali da essersi ormai palesati come manuali o previsione di scenari futuri che si stanno attualizzando sotto i nostri occhi.

E’ proprio la sua gestione che, come spero di aver fatto capire anche in altre discussioni, dipende dalla ideologia economica e sociale che viene adottata:
Siamo in un occidente che da 30 anni ha adottato come unica e intoccabile religione economica il neoliberismo (notate anche come il battezzarla con l’utilizzo di parole che inducono sensazioni di libertà, novità e piacere sia studiata ad arte), dove in buona sostanza la finanza divora tutto e comanda anche sopra le democrazie e questi sono i risultati.

Non vi è nulla di libero nel mondo liberista, l’unica cosa libera è la finanza, libera di comandare su tutto.
A questo scopo si privatizzano e sterilizzano le banche centrali, gli Stati devono rivolgersi ai mercati facendo debiti per sopravvivere, debiti che ovviamente dovranno essere pagati dal solito popolino perché chi è stato così buono da finanziarti non è babbo Natale e per farlo stare tranquillo dovrai offrire debite garanzie e spendere quel denaro come dice lui.

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Io parlo dei confini nazionali. Quelli per cui nel nostro passato ci sono stati milioni di morti pur di difenderli:
Niente confini-> Niente guerre -> Niente morti.
Ma abbiamo idee diverse mi sa’ su questo punto.

Le culture (non religioni) rimarranno sempre diverse anche abbattendo i confini che le dividono. Un pescatore del Golfo Arabico non sarà mai uguale al montagnino bergamasco. Ognuno di loro potrà arricchirsi reciprocamente. E’ l’ambiente in cui si vive che forgia la cultura di un popolo non il confine.

Eh sì, abbiamo certamente idee diverse.

Chi non ricorda la storia è condannato a far sì che si ripeta.
Migliaia di anni hanno dimostrato che quando un popolo non protegge e difendere i propri confini é soggetto (e condannato) ad essere invaso e soggiogato.
Nepal ti dice niente? E la guerra nella ex Jugoslavia che di confini non ne aveva? E gli indiani d’America? …

A parte che parlare di culture escludendo le religioni è fuori da ogni sentimento, le une e le altre formano connubi molto forti e caratterizzanti.
“Un pescatore del Golfo Arabo non sarà mai uguale” a nessun altro finché avrà il suo territorio e la possibilità di vivere secondo le sue tradizioni e come desidera.
Invadi e travasa nel suo territorio una quantità indiscriminata di individui con tutt’altra cultura e tradizione e nel migliore dei casi sarà ridotto minoranza etnica o più probabilmente a fenomeno da baraccone.
Lo stesso vale anche per il “montagnino bergamasco” (sempre ammesso che tutti costoro prima di estinguersi non si incazzino un pochino e facciano la sua piccola guerra di sopravvivenza, quella che abbattendo i confini dovrebbe non esistere).

Quindi sostieni che se gli italiani mille anni fa fossero stati trasferiti in toto in Giappone e i giapponesi in Italia la Divina Commedia l’avrebbero scritta loro?
Oppure che un “montagnino bergamasco” e un “montagnino dei Carpazi di Transilvania” hanno la stessa cultura perché vivono in territori con medesime caratteristiche fisiche?

Guarda che l’Italia “è quello che è” proprio perché ci siamo mischiati da tempi immemori con “porci e cani” prestandoci ad invadere ed essere invasi da altri popoli ed altre culture. Non puoi dire che non sia così. L’Italia è il paese con il più alto grado di cultura storica del mondo occidentale. Quando c’era Archimede a Siracusa nei territori come la Francia e la Germania i suoi abitanti erano appena scesi dagli alberi, per dire. Come vedi mischiarsi fa’ bene. Piuttosto io eviterei le guerre come mezzo per raggiungere lo scopo e l’unico modo è togliere ogni confine, ogni muro.
Pensare di difendere il proprio “orticello” ad oltranza è pura illusione. Il mondo si muove, si nasce e si muore, e questo vale anche per i territori e le popolazione che vi abitano.
Per quanto riguarda le religioni, guarda che sono loro che si adattano alle culture e non il contrario. Spiegami come mai il musulmano dell’Arabia Saudita è diverso da quello del Marocco e da quello che sta’ a NYC. E questo vale anche per i Cristiani o per qualsiasi altra religione.

Uh! pensavo di averti risposto subito, rimedio immediatamente.

Chi controlla il passato controlla il futuro… Chi controlla il presente controlla il passato.
dal libro "1984 di George Orwell

Ribadisco il concetto, la storia non è propriamente quella.
Il mischione con cani e porci (come lo chiami tu) storicamente non è stato mai un incontro d’ammòre, è invece passato per le armi, distruzioni, saccheggi, stupri e sequestro delle femmine ecc.

L’integrazione e l’assimilazione culturale hanno sempre funzionato solo quando sono avvenute entro i confini e contingentando l’ingresso di stranieri a rapporti economicamente e socialmente sostenibili, altrimenti è invasione e qualcuno soccombe.

Pare che l’esperienza degli indiani d’America sia un fatto da eliminare dalla storia in ossequio alla direttiva di 1984, d’altronde lì è stato creato il più magnifico melting pot della storia, che ha portato a quella magnifica esperienza di pacifica convivenza che qui è stata ribattezzata come #blacklivesmatter.

Ma vogliamo fare un altro esempio più recente e qui, fuori dalla nostra porta di casa?
Si chiama Jugoslavia, rimasta senza confini e unita grazie alle amorevoli cure del maresciallo Tito e successori per ben 60 (sessanta) anni, dopo di che fu un bello spettacolo di pace e amore di popoli che convivevano senza confini (sig).

Non c’è molto da spiegare, lo hai già fatto tu nella tua domanda ma, nel caso ti fosse sfuggito, stiamo parlando di 3 Stati.
Tre Stati con Confini ben precisi e controllati dove le religioni si adattano alle culture proprio perché i confini limitano in modo sostenibile le immigrazioni. Tanto più sono sostenibili quanto più l’integrazione e l’assimilazione è pacifica e fruttifera di accrescimento culturale e sociale.

Sarebbe interessante rileggere la storia dell’unità d’italia dopo questa tua affermazione (che sottoscrivo!!)

Ribadisco qui quanto ti dissi anni fa quando ci incontrammo in alcuni commenti su G+.

La storia dell’unità d’Italia non è proprio quella che che ci insegnano a scuola.
Il Regno delle due Sicilie, grazie ai Borboni che amministravano ed investivano bene sul territorio e sull’economia interna ed export, era un regno ricco, coi forzieri pieni d’oro, i Savoia a confronto erano dei mendicanti. L’unità d’Italia serviva ai piemontesi per appropriarsi delle ricchezze che mai avrebbero potuto altrimenti avere.

Questo aprirebbe uno squarcio enorme su come mai il sud non si è mai più ripreso e sul fatto che una moneta unica per uno Stato con economie diverse non funziona, non ha mai funzionato e non funzionerà mai ma ne ho già parlato altrove .

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@Demonia si complimenta con te per la ricostruzione sull’unificazione :clap: :clap:. Non e’ facile trovare questa consapevolezza nelle persone. (Chi vuole approfondire sull’unificazione d’Italia si puo’ leggere Rosario Villari).

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