L'eremo dell'Overmind - 20 anni di AdunanzA e l'Italia

Oggi vorrei fare con voi una riflessione.
Come abbiamo dichiarato qua l’AduTeam sta cercando di riformarsi per salvare il p2p e quello che rimane della comunità. Personalmente sono impegnato in prima persona a compilare e modificare una versione di aMule per windows. (chi vuole dare una mano si faccia vedere in chat)
Tuttavia è inevitabile porsi qualche domanda:
E’ giusto che sia lo stesso team che ha creato il progetto eMule AdunanzA a farsene carico dopo 20 anni?
Cosa abbiamo sbagliato?
Dove è finito il ricambio generazionale?
Dove sono finiti i nostri giovani che avrebbero assicurato continuità al progetto?
Come molti si ricordano AdunanzA è nata nel lontano 2002, mentre noi armeggiavano con reti distribuite ed algoritmi all’università. Oggi, guardo i giovani della stessa età passare ore su Instagram o TikTok, senza creare nulla per la società od imparare qualche abilità utile per il futuro lavorativo e non.
Non lo racconto spesso, ma alcuni di noi sono stati assunti anche o quasi grazie all’esperienza fatta qui su Adu e sono per noi dell’AduTeam motivo di vanto.
Lasciando per un attimo il contesto di AdunanzA e rivolgendoci allo stato attuale dell’Italia, la situazione è ancora più triste. Stiamo assistendo ai risultati di uno Stato allo sfascio ed assente da molti anni; dove sempre più giovani vanno all’estero ( negli ultimi 10 anni sono 816mila gli italiani che si sono trasferiti all’estero) in cerca di un lavoro, sperando di riuscire a fare ciò che fecero e fu normale per i loro padri, ovvero mettere su famiglia. Giovani che non torneranno mai. Ciò che allora era normale ora è diventato un privilegio.
Eppure l’articolo 1 della nostra costituzione riporta, non a caso, che la repubblica è fondata sul lavoro e che il lavoro è la base di tutto, e senza esso non si può costruire nulla.
Ad oggi, invece, è normale rinunciare a i diritti costituzionali, chiaccherandone come al bar in tv, mentre ci sono 20.000 morti nelle strade, si vaneggia di “app” per il tracciamento, o non si permette di votare al parlamento.
Tutto questo con l’avvallo del Massimo Garante della Costituzione.
Credo che studieremo questo periodo storico come studiammo il ventennio fascista: ecco a voi il ventennio fascio-europeista.
In questo quadro di sconforto viene normale comprendere come progetti di volontariato quali AdunanzA e l’open-source in generale, non riescano da anni a trovare sviluppatori individuali o volontari.
Lavorare, in quanto privilegio, è ormai un lusso da tenersi stretti.
Il tempo libero, al di fuori della famiglia? Inesistente.
Fare comunità? Utopia.
Spendersi per gli altri, per puro altruismo non ce lo possiamo più permettere.
Non credo che la situazione cambierà questa folle direzione se non con traumi importanti che colpiranno come al solito i più deboli.
Di fronte a tutto questo, i nostri problemi del p2p sono ahimè, di ben poco conto.

11 Likes

Questo mi preoccupa molto.
Quando ho fatto io l’università si studiavano reti neurali, intelligenza artificiale e robotica.
Ieri? Big data, machine learning, domotica.

Oggi cosa c’è?

Riassumi benissimo quello che è l’Italia: deprivata di fondi alla ricerca, di investimenti per l’economia, con un sistema sanitario in piedi per miracolo e un sistema scolastico che si disgrega sempre più. Per non parlare dello scarsissimo sostegno alle famiglie e ai figli. Ma si potrebbe parlare per ore ed ore ed ore delle cose che non vanno e che potrebbero andare meglio, e l’unica cosa da fare e guardare avanti o rinunciare. Io vado avanti, per dare un futuro a mia figlia.

Non cambierà nulla. E se cambiasse, difficilmente sarà in meglio. Temo che tutta questa situazione di allarmismo (motivato o meno) venga usata per deprivarci ulteriormente di libertà, sotto forma di privacy, e mi riferisco alle app di tracciamento (no, non sono davvero anonime), ai droni che controllano e inseguono la gente in spiaggia anche se sono da soli.
Avrei altro da aggiungere, ma mia figlia mi chiama, per l’appunto :slight_smile:

Come non quotarti. Ma è anche vero che ogni piccolo particolare, per quanto importante, messo in correlazione con un aspetto più ampio perde di significato, questione di proporzioni.

4 Likes

Ho dimenticato un NON :old_lol:

Ti quoto in toto, e ti rammento che di solito il pessimista ero io. :old_firul_:

2 Likes

Non vi nascondo che anche noi stiamo pensando seriamente di lasciare l’Italia. Le remore sono sempre le solite (amici, genitori, parenti…) ma fortunatamente il mio lavoro può essere svolto in qualsiasi parte del pianeta dove esiste una connessione internet, quindi sono tra i pochi fortunati che già svolgeva lo smart working anche prima della quarantena.

Attenzione però a dare tutta la colpa allo Stato dello sfascio a cui stiamo andando incontro. E’ sempre facile additare lo Stato come colpevole (non che non abbia colpe eh) quando siamo noi stessi ad eleggere certa gentaglia che va in Parlamento a rappresentarci e a fare leggi che vengono approvate senza che nessuno dica nulla.

E gli italiani zitti, continuano a lamentarsi solo su Facebook dello Stato carogna che ti ha levato l’articolo 18, dello Stato b.astardo che permette contratti di lavoro e di apprendistato che chiunque altro avrebbe rifiutato di accettare, dello Stato fetente che taglia la sanità (ma come? La sanità non è in mano alle Regioni? E chi ha eletto Formigoni e Fontana che hanno fatto uno scempio inaccettabile in Lombardia?).

Queste sono le bestialità che la gente vuole e pretende. Ormai sono tutti sceriffi alla finestra ad indicare questo e quell’altro che passano sotto casa a fare non si sa che. I droni ci sono da anni, se prefetti e sindaci pretendono che vengano usati ad cazzum c’è poco da fare (ma ricordaimoci sempre che il sindaco lo abbiamo eletto noi). Che la tecnologia debba essere usata in altro modo non c’è dubbio, ma la maggioranza degli italiani è felice quando il tizio solitario in spiaggia viene fermato dalla polizia (e vorrei anche vedere, “perchè lui può andare in spiaggia e io no?”).

L’app di tracciamento non sarà obbligatoria (almeno fino ad oggi questa è la situazione, domani chissà) ma dopo aver letto chi l’ha finanziata (Berlusconi e Mediolanum per citare solo i primi due mi vengono in mente) se la possono anche tenere. Io di certo non la installerò.

Per quanto riguarda l’open source è morto solo in Italia. Ti posso assicurare che nel resto del mondo è vivo e vegeto.

SInceramente io non sono stanca dell’Italia in sè, ma degli italiani.

Sarà che da quando lavoro in una società internazionale e ho colleghi sparsi per il mondo (e non è che lì le cose vadano meglio che qui, anche loro hanno le loro gatte da pelare) mi sono resa conto che la maggioranza degli italiani hanno veramente una mentalità piccola e ristretta al proprio orticello. A parole tutti grandi, nei fatti lo zero assoluto.

2 Likes

Bhe a rileggerti mi è venuta voglia di raccontarmi…

Certo gli anni passano.
Noi siamo invecchiati.

Ma la verità è che volenti o nolenti il mondo è cambiato e le prospettive nostre non sono più quelle di ieri.
Ricordo che mio padre diceva le stesse cose, 50 anni fa di allora ragazzi coi capelli lunghi, lo stare con gli amici anche senza far nulla ma per il solo piacere di essere insieme.

Ecco forse è questo il disallineamento che meno riusciamo a capire: oggi, “loro”… le nuove generazioni fanno finta di essere insieme (basta guardare un gruppo di ragazzi insieme, vicini ma ognuno isolato nel suo mondo fatto di cellulare, chat, social, etc etc che a noi (o almeno a me personalmente) non danno alcuna soddisfazione e fantasia.
Ma se questo oggi è il mondo ben poco possiamo fare: giustamente è stato detto "questo è il mondo che noi (tutti) oggi abbiamo scelto e poco importa se siete/siamo/sono minoranza. Questo oggi è ciò che “passa il convento”.

Concordo che difficilmente il domani possa essere migliore dell’oggi ma non per pessimismo, ma solamente perché sempre più difficilmente il mondo futuro potrà appartenerci. Parafrasando un vecchio detto: “…semo de du generazioni diverso!!!”.

Che poi i giovani di oggi (anche se di giovane inteso come voglia di fare, lasciare ad altri se ne intravede ben poca…) manchino di personale intraprendenza è un dato di fatto. Tutto può essere fatto solo ed esclusivamente come “branco” (non in senso negativo).

La stessa politica è oramai poca cosa, intendendo che anche la preparazione culturale a questa è zero; i nuovi politici pensano esclusivamente a garantirsi quel futuro tranquillo (leggasi indenntità sine die) per quel poco che hanno dato ma per il numero che hanno reso disponibile.

Ora dopo questo “schiaffo di autocommiserazione” concludo ripensando che sicuramente 30, 40 anni fa io, noi di questa generazione non eravamo così ma i tempi erano diversi (non migliori).

Forse la cosa che maggiormente mi colpisce è che una volta (lo so quando si comincia a dire così… “una volta…” è finita!!! LOL) bastava poco per renderci felici e soprattutto utili.

Rivedervi e soprattutto rivedere Marco è comunque sempre e comunque un bel segno di quei tempi che, come tutte le persone oramai anziane, possono solo rimpiangere (specie quando ci si sforza di voler rimanere giovani di cervello, se non di corpo).

Un abbraccio

6 Likes

Ho riletto nelle vostre righe l’eco di tanti miei pensieri, quindi mi sento di sottoscrivere quasi tutto…
Tranne che mi sono rimproverato a volte che cercando di comprendere e descrivere la maestosità degli ostacoli e dei problemi non si bada alle fratture, alle scappatoie, ai punti deboli. Se ti sembra un gigante cerca i piedi di argilla…

E’ giusto? Forse sì… Noi non ci siamo battuti per i valori che hanno spinto i sessantottini e loro non si sono battuti per i valori che hanno animato i fondatori della Repubblica. Credo che i giovani non sentono propri i valori di battaglie già combattute (anche se giuste e magari mai vinte). L’accostamento con ciò che ha animato la comunità P2P è smisuratamente fuori scala ma forse rende l’idea. Non è che non capiscono, è che si interessano d’altro. Non comprano i dischi, si abbonano ai servizi per avere sempre il meglio del momento.

Mah, chissà, ho sentito dire tante volte e un po’ l’ho visto che si tira fuori il meglio di sé nei momenti peggiori… Per una volta voglio dire che non sono i generosi che cambieranno il mondo, quelli che possono cambiare sono quelli che si godono e difendono il proprio isolamento, il proprio orticello. Quando siamo tanto a terra che siamo costretti (nostro malgrado, contro il nostro orgoglio) a chiedere una mano a chi non ha motivo di darcela, quello è il momento in cui non si vuole più essere un’isola e si capisce il valore della comunità.

Sono d’accordo che la privacy è a rischio ma credo che in quel “motivato o meno” ci sia un punto importante. Abbiamo capito che i nostri dati e le informazioni sulla nostra vita hanno un valore. Soprattutto quando abbiamo capito che ci vengono sottratte, raccolte e messe a frutto da multinazionali per cui noi siamo un numero con un portafogli da aprire. Così ci siamo abituati a vedere queste informazioni come una golosa preda da difendere.
In questo caso però credo che dovremmo vedere il valore di queste informazioni come un dono (prezioso) che potremmo fare alla comunità. Forse daremo un contributo ad arrestare questa epidemia o forse aiuteremo la ricerca solo a capire come fermare la prossima. Riuscirei a vederla così se vedessi un serio intento a rendere inutilizzabili questi dati per scopi di mercato, una seria garanzia che, finita questa epidemia, sarà distrutto ciò che collega i dati e le fonti. Vorrei vedere una app open source.

Spero che ce la facciate, vorrebbe dire che avete trovato il modo di motivare delle nuove leve.
E non è facile, le comunità P2P sono nate intorno a strumenti di comunicazione allora nuovi (irc, forum…) oggi quei crogioli di idee sono stati superati da social e messaggistica istantanea, più orientati al botta e risposta che alla riflessione. Un nuovo polo di aggregazione forse verrà da un’evoluzione di quei mezzi di comunicazione.

Mi piacerebbe averne le capacità… mi ci precipiterei. Sono ancora convinto che Emule sia ancora potente ma che abbia bisogno di ristrutturarsi per svilupparsi… e ho la sensazione che per avere una possibilità non dovrebbe disperdere le forze in mille varianti…
Magari da ignorante sogno ad occhi aperti, ma non è che questa linfa possa essere trovata “semplicemente” contattando gli sviluppatori di altre mod? Concepire un muletto modulare per dividersi l’onere? Rendere Kadu un plugin di questa creatura? Rendere i server un oggetto distribuito tra i client?

:face_with_raised_eyebrow: e dire che volevo scrivere giusto due righe! :sweat_smile:

Gente, voglio rispondere a tutti con calma ma il tempo è quello che è…
State scrivendo dei papiri di saggezza!


Ben ritrovato anche tu @Clarensio, e Benvenuto @nikio

Mi sembri me 10 anni fa prima di partire… :old_firul_: poi ti spiego con calma…

1 Like

Ovviamente io sono l’ultimo che può parlare :old_rosso:, ma sono convinto che espatriare (vivere, lavorare, o studiare da locale) sia un’esperienza che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Dico questo perché solo vedendo coi propri occhi cosa c’è fuori, si può apprezzare veramente l’Italia.

pensavo la stessa cosa 10 anni fa e so anche che il percorso di ognuno è diverso, però non fatevi illusioni. C’è una cappa culturale di sudditanza psicologica che opprime il paese dagli anni 90. “Fuori” non sono meglio. Non sono più bravi. Non sono più onesti, meno evasori, meno scansafatiche o più precisi. Andate, toccate con mano voi stessi. Io potrei raccontarvi innumerevoli episodi di vita vissuta tra i danesi, il popolo più felice del mondo (sondaggio ocse: http://www.oecdbetterlifeindex.org/it/countries/denmark-it/).

La stessa cappa culturale che vi raccontava che i giovani inglesi non volevano la Brexit (smentiti impioetosamente dati) , vi ha mentito anche su molto altro e ne siamo tutti vittime chi più chi meno. A cominciare da questo abuso compulsivo di parole straniere, per esempio. Una neolingua utile solo per non chiamare le cose col loro nome. Durante gli ultimi 20 c’è stata sicuramente un’accelerazione. Mi viene in mente il “famoso Job Act” ma “smart working” è della stessa risma.
Secondo me, tra qualche anno di lavoro remoto necessiterai anche tu un ufficio, dei colleghi di lavoro con cui condividere le proprie battaglie quotidiane, scherzare, raccontarti. Non sto dicendo che in remoto non è possibile ottenere tutto questo (su AdunanzA per l’Aduteam è sempre stato così ) ma è solo più difficile, meno naturale e spontaneo. Tuttavia fare “smart working” significa anche lavorare molte più ore e non riuscire mai a staccare veramente dal lavoro. Lo avete già notato durante questa “lockdown” (ma guarda un altro termine :lol)?
Come quando la società ti paga il telefono cellulare . Qualcuno lo vede come un bonus sullo stipendio, ma l’azienda sa benissimo che accettandolo lavorerai di più e sara rintracciabile a tutte le ore.
Il consiglio che posso dare a tutti in questo “lockdown” è di darsi regole ferree, orari precisi e cercare di rispettarle alla lettera.

Come non darti ragione, ma ricordati che l’erba del vicino è sempre più verde e sappi che ho conosciuto ottusi ed egoisti, o analfabeti funzionali anche qui. Forse ci vuole solo più tempo per accorgersene.

La pensavo come te fino a qualche anno fa. Devo confessarvi che, in passato, non hanno mai avuto molta fiducia nella gente.
Da un po’ di tempo pero’ la mia prospettiva è cambiata radicalmente. Vedo in Italia, molta gente che resiste a tutto questo. Che ama il paese NONOSTANTE i traditori, gli egoisti, gli ottusi. Questa realizzazione ha risvegliato in me un senso patriottico inaspettato che mai avrei pensato qualche anno fa.
Sono passato da “gli italiani si meritano questa classe politica” a “gli italiani sono plasmati da questa classe politica” (e questa informazione, aggiungo io).

@Dax, non cadere nella propaganda becera anche tu. L’azienda che ha fatto l’applicazione si chiama Bending Spoon. Fai conto che ho conosciuto uno dei suoi fondatori qui, e sono contento che abbiano preso loro l’appalto, fiore all’occhiello Italiano. Non è colpa loro se il governo vaneggia e vuole fare cose folli. Il fatto che la famiglia Berlusconi investa su una startup che ha tipo raggiunto 92 milioni di fatturato in qualche anno è del tutto normale. Che ora fai parte di mondo delle startup dovresti saperlo :stuck_out_tongue: Immuni APP non dovresti accettarla per motivi ben più importanti com


@murra non sai quanto hai ragione.

Oddio sto scrivendo troppo, di questo passo non riuscirò a rispondere a tutti nemmeno entro l’anno!

1 Like

@Hammon, chiama Demonia e fatti dare un bacio da parte mia!

Io non ho mai vissuto fuori dall’Italia per lunghi periodi ma ho girato l’Europa per lavoro, non per turismo e una delle cose che già più di 20 anni fa mi era chiara è che noi siamo molto portati a pisciarci sui piedi e a farci gabbare come polli. Abbiamo i nostri difetti, inutile nasconderli, ma la nostra natura ci ha portato anche ad utilizzare questi difetti per superare le difficoltà come in nessun altro stato ho mai visto fare.
Capisco però che l’attuale situazione economica ha creato una fascia larghissima di persone che non trovano un adeguato lavoro stabile e che per la loro sopravvivenza andare all’estero potrebbe essere l’unica scelta possibile.

2 Likes

beh, che dire.
Io faccio parte di adunanza dal 2006.
Ho trovato lavoro grazie ad Adu.
Da quel lavoro è scaturita tutta una serie di eventi che mi hanno portato all’estero, dirigente di due aziende, e amministratore di una terza.
Grazie @Hammon , credo di doverti davvero molto.

4 Likes

Ciao @bugiardino! Che piacere leggerti e sapere che le cose vanno alla grande! Sai bene anche tu che non devi niente anzi, è AdunanzA che esiste ed e’ esistita grazie a tutti voi volontari che negli anni hanno donato tempo e sforzi per la causa!
Tu come altri che sono espatriati sei il risultato di uno stato assente che non ha saputo dare un futuro nella propria terra alle nuove generazioni.
Il paese e’ malato e purtroppo vedo chiaramente solo ora chi sono i nemici degli italiani che invece hanno voglia di fare e di avere successo; che vogliono essere padroni della loro vita e del loro futuro.
Ricordo ancora quando quelli della nostra generazione venivano chiamati “bamboccioni” (da Tommaso Padoa- Schioppa) perche’ da disoccupati erano costretti a stare a casa dei genitori a trent’anni. Gli stessi che poi al governo hanno distrutto il paese in 25 anni.
Purtroppo, la situazione è ancora quella.
Basti pensare alle parole pronunciate da Tridico dell’INPS giusto qualche giorno fa riguardo agli esercenti che non aprono perché “pigri od opportunisti.”
https://www.msn.com/it-it/video/amici/coronavirus-polemiche-su-pasquale-tridico-presidente-inps/vp-BB15hrOt.
Parole agghiaccianti soprattutto perché colpiscono le categorie che hanno piu’ sofferto per il coronavirus e che sembrano completamente abbandonate dal governo.
Il fatto che questi soggetti si possano permettere di fare certe affermazioni senza conseguenze da’ la misura dello sfascio attuale di un paese che si sta disintegrando lentamente.
p.s. Scusate, sono partito di nuovo per la tangente ( o per uno spiegone alla @bugiardino :old_lol: e meno male che volevo solo fare un saluto…)

2 Likes