La musica sta morendo...piano piano!

https://www.youtube.com/watch?v=ROyPcfWXPDo

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Fa parte dell’ascesa e decadenza dell’impero. Accade da più di 2000 anni, e se ci fai caso stanno morendo tutte le arti.

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No, prende altre strade, ad esempio quella del cosiddetto Rock Medievale (Mittelalter Rock), suonato con strumenti sia medievali che moderni e con testi cantati in latino, antico francese, antico germanico, tedesco moderno… Ecco alcuni esempi:

https://www.youtube.com/watch?v=J56VVtlZCGE

https://www.youtube.com/watch?v=Y8j-I4qaM2o

https://www.youtube.com/watch?v=soszlsYOM3w

C’è anche un’interessante youtube di un’esperta di musicologia sul possibile connubio fra musica medievale e rock:
https://www.youtube.com/watch?v=xjyM_hGyeoM

E comunque su Wiki la voce Musica vi fornisce un oceano di informazioni su come quest’arte si muove nel tempo.

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La musica STA morendo. Il fatto che si evolva non e’ nulla di strano o di nuovo.
Fare il musicista professionista non e’ piu’ possibile. E’ come pensare di fare il calciatore o l’astronauta. “1 su 1000 ce la fa”. Una volta era normale suonare per vivere.
Poi e’ arrivato spotify, ha finalmente democratizzato la musica, ma a che prezzo? Tra 50 anni non saranno piu’ in grado di tenere un microfono in mano, figuriamoci un violino od una chitarra.
Pero’ hanno vinto l’eurovision :old_zak:

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E allora che si fa: le si prepara un funerale, rigorosamente senza musica, ovviamente, perché è morta, o non è forse meglio fare qualcosa per cambiare la situazione? Vivere di sola musica? Impensabile. Era già difficile nell’èra pre-mp3, figurati oggi…

Probabilmente gli amanti del pattume sonoro non sanno che esiste anche la musica di qualità. Oggi, grazie alla Rete e a Facciabuca & Co si possono diffondere ancor più rapidamente e nei modi più svariati degli assaggi di questo o quel genere musicale.
Insomma, basta la fantasia.

NO. Semplicemente si prende atto come ha gia’ detto @Alex01rosso che le arti stanno soffrendo l’era digitale talmente tanto che diminuiranno le persone in grado di perseguirle, e di certo ne risentira’ la qualita’ (come gia’ sta avvenendo).
Di buono c’e’ che i mezzi comunicativi sono aumentati e quindi gli stili di nicchia riescono a fiorire ed il pubblico in generale e’ aumentato.
Comunque il funerale e’ gia’ cominciato e lo stiamo vedendo in molti. :old_papa:

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Già, si prende atto…senza fare un catto.
Si aspetta…

“Il cavallo resterà, l’auto è passeggera”

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No, non basta la fantasia. Occorre un minimo di preparazione di base e di orecchio. Una volta già dalle scuole medie (se non prima) si insegnava l’ascolto, un’infarinatura di accordi e altre basi indispensabili per distinguere la Musica dal rumore. Oggi la situazione è tragica.

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La musica rientra, a mio avviso a pieno titolo, tra le discipline umanistiche.

Concordo e vorrei aggiungere la mia spiegazione del decadimento generale di tutto quello che riguarda queste discipline: il decadimento generale e sistemico della scuola.

Non è una questione di insegnanti, certo esistono pessimi insegnanti ma anche molti veramente bravi ed ancora votati a questa difficile missione; il problema sono i programmi scolastici, anche un buon insegnante ad un certo punto deve piegarsi e rispettare il programma e i tempi imposti da ministero e organi superiori.
Una bella e financo struggente disamina fatta da Elisabetta Frezza ne dà una chiara spiegazione. Un urlo di allarme che ho vissuto anch’io nella fresca esperienza scolastica di mia figlia.

Io però vado un pochino più in dietro della dott.ssa Frezza perché vorrei porre l’attenzione su un particolare a cui tutti noi (oviamente con eccezioni ma, putroppo, me compreso) ha impedito di vedere l’altro lato della medaglia…
Abbiamo sempre considerato l’istruzione come il mezzo per imparare qualcosa che ci servisse per trovare un lavoro e non a “formare e far crescere” i ragazzi, quindi abbiamo spinto la scuola a diminuire progressivamente e accantonare le materie umanistiche per far spazio a quello che “il mondo del lavoro” (una volta avrebbero detto “ul sciur padrùn”) desidera e richiede.

Nulla di sbagliato nell’imparare qualcosa che ci serva per lavorare e quindi per sostentare la nostra vita e la nostra famiglia, anche perché non tutti sono portati per certe materie ma secondo me si è perso il giusto equilibrio tra la crescita personale e umana e quella tecnica a discapito della prima che, in sostanza, è quella che permetterebbe di uscire dai guai anche quando quello che si è imparato nelle discipline tecniche non è più richiesto o ci accorgiamo non essere adatto alla persona in oggetto.
C’è anche una ragione profonda legata al modello economico che ci guida (io direi che ci affligge), il liberismo nelle sue diverse forme e che non è limitato ai confini italiani, ma di questo parlerò, se ne troverò voglia e tempo, in separata discussione, qui sarebbe troppo OT.

Quello che voglio dire, dopo questa lunga premessa, è che l’abbandono costante e crescente delle discipline umanistiche riduce moltissimo il bacino di potenziali nuovi artisti. Certamente il genio innato troverà la sua strada ugualmente ma per la stragrande maggioranza dei ragazzi la crescita culturale e artistica si può svituppare anche non in tenerissima età e una buona base scolastica che si protragga almeno fino al biennio delle superiori (ma anche al quinquennio non sarebbe male) può ampliare moltissimo lo sviluppo di qualità che non si credeva di avere e che sono anche la base di una buona musica (di qualunque genere).
Non ultimo, una generalizzata e comune buona educazione artistica aiuta a selezionare anche l’ascolto della buona musica a discapito di quella di m. e quindi a spingere la musica migliore a sopravvivere.

Edit - Non mi è sfuggito un particolare che credo @Dario900 voleva sottolineare: la scomparsa del Musicista che ha composto la canzone lincata e che ha dato vita alla discussione. Un bel pezzo di Musica non ancora scritta è morta con lui.
R.I.P. Maestro Battiato!

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Concordo completamente con quanto esponi. Aggiungo che (avendo una certa età) ricordo ancora quando la scuola era divisa in due dopo le elementari: scuola media o avviamento professionale. Il che consentiva a chi desiderava imparare un mestiere di dedicarsi solo a quello.