Il Mac con le mollette


#1

La storia del pinguino che lancia mele morsicate dalla finestra.

Oggi non avevo un caxxo da fare, non avendo voglia di annoiarmi, decido di lanciarmi in un progetto di quelli che potenzialmente prosciugano l’anima per la frustrazione.

Facciamo un passo indietro.

Il mio intelletto è stato stuzzicato quando mi hanno regalato un iMac del 2012 perché “va lentissimo, sicuramente ha un difetto di fabbrica, quindi mi sono comprato quello nuovo (per 2000 Euri ndr)”

Ovviamente prima di metterci le mani, era finito nel dimenticatoio per un bel po’, ma oggi, deciso a ritagliarmi uno spazio per progetti “futili ma stimolanti” ci ho messo le mani, speranzoso di tirarci fuori qualcosa di fuori dal normale: non capita tutti i giorni di avere un imac che, seppur vecchiotto, ha il suo bel processore i7 quad core che potenzialmente fa ancora la sua porca figura.

Dopo una veloce analisi, intuisco che la lentezza del Mac era tendenzialmente dovuta la fatto che il disco era mezzo morto dati gli anni di intenso lavoro, quindi ho pensato di rimpiazzarlo con un hard disk di recupero che avevo in un cassetto a prendere polvere, giusto per provare.

Non è il primo iMac che apro, ma era da un po’ che non ci mettevo le mani. La prima cosa che salta alla vista è che, smontato lo schermo, questo è incollato con lo scotch alla base del Mac (complimenti mamma Apple, questa mi mancava), che poi non è proprio uno scotch, ma è comunque un nastro biadesivo il cui effetto è davvero cheap… va bene l’assenza di viti che è molto cool, ma un tempo gli iMac tenevano su lo schermo con dei potenti magneti, soluzione molto più elegante (e decisamente più pratica).

Rassegnato, mi armo di pazienza e rimuovo il nastro adesivo, pezzo per pezzo, con la pinzetta per i peli (che fatica), e già che ci sono do una pulita all’interno della scocca, dato che ci sono tonnellate di polvere. Cambio il disco e mi viene in mente che in effetti con un ssd sto mac sarebbe una bomba, ma non ne ho uno e non ho voglia di spendere soldi se poi il mac non funziona.

Rimonto tutto e uso un nastro cinese che non tiene una cippa per incollare di nuovo lo schermo. Il risultato è questo:

L’unico modo che ho di tenere insieme l’imac e il suo schermo… un po’ high tech un po’ panni stesi nei vicoli di Napoli.

Decido che mi piace! E soprattutto il disco regge bene e il mac viaggia.

Non mi resta che lanciarmi nella follia. Così, mi armo di chiavette, sistemi operativi, bootloader e quant’altro e mi lancio nelle installazioni selvagge sul mac: triple boot estremo per poter usare pinguini che lanciano mele morsicate dalle finestre.

Ecco il risultato:

Devo dire che non sarei riuscito a fare nulla senza il magnifico lavoro di Roderick W. Smith (refind) e del suo precedessore refit, e, ovviamente, senza l’infinita conoscenza a disposizione di chi sa cercare in internet.

Ora ho l’imbarazzo della scelta, quale s.o. usare?

E soprattutto, non era più facile decidere prima il s.o. da usare e installare solo quello?


#2

Sì ma sono stilose mollette di legno, mica quelle da quattro spicci di plasticaccia :+1:

Lasciali tutti!
I s.o. Linux sono tutti belli e cambiare di tanto in tanto migliora l’umore :wink: