Diritto d'autore - idee e proposte

ciao a tutti

premetto che questo topic è stato aperto per gioco, con l’intenzione di raccogliere delle idee e delle prorposte, per una possibile linea guida su un diritto d’autore 2.0, quindi:

Per favore non postate news e/o critiche all’attuale sistema (c’è la sezione apposita per quelle) :ok_hand:

Il contesto da immaginare è uno scenario dove la SIAE non esiste (o, se volete, è stata chiusa). Questo presuppone “a priori” che le idee e proposte che verranno concepite, dovranno inevitabilmente tenere conto, non solo dell’aspetto legale/giuridico che si affaccerebbe senza la società, ma anche (e soprattutto) di quello ecomomico. Per fare un esempio: Parte dei milioni che la società “recupera” dalle opere, si potrebbe investire in ammodernamento dei servizi di hosting, piuttosto che nell’incentivazione di spettacoli dal vivo. Questa premessa era dovuta, per evitare che le idee (dove viene formulata una spesa economica) non vengano escluse a priori per l’ipotetica mancanza di fondi che la società, se fosse in vita, indirizzerebbe altrove.

Ho stilato un piccolissimo organigramma solo come spunto, e non come linea guida obbligatoria. naturalmente ognuno è libero (e deve sentirsi libero) di proporre le sue idee a patto che siano un minimo coerenti e inerenti la discussione :smile:
PS
Siccome le aree sono svariate e alcune, magari, di minore interesse in generale, per conto mio ho preso in considerazione solo l’ambiente Musica e Software. Ma quasiasi categoria e sottocategoria va bene, se ci sono proposte.
PS2
Dato che il sito che ho appena usato per creare l’organigramma on line, nel momento in cui ho cliccato su “save as…” mi ha simpaticamente refreshato la pagina, con conseguente perdita dello schema rimando a più tardi la pubblicazione (ho scaricato DIA nel frattempo).

EDIT:

Breve linea guida:

Io legherei la vita del Diritto d’Autore sia alla disponibilità/reperibilità (non collezionistica) che al tasso di vendita del prodotto che ne è soggetto.
Qualche esempio:

  1. cerco un prodotto musicale/editoriale, ma (a) è fuori catalogo; o (b) non viene più (ri)stampato. Diritto d’Autore decaduto!, anche se fosse reperibile presso collezionisti. Qualche riserva potrei averla per le vendite di seconda mano.
    .
  2. un prodotto musicale/editoriale rimane invenduto dopo un tot periodo. Diritto d’Autore decaduto!.

Diffusione/distribuzione
Nell’èra internetica radio, tv, cd(vd), libri, ecc. sono destinati ad una lenta, inesorabile estinzione. Quindi bisognerà riconcepire ex novo la diffusione/distribuzione dei prodotti che attualmente li contengono, tenendo sempre in mente il fatto che è il produttore ad aver bisogno del consumatore e non viceversa. Una soluzione potrebbe essere quella di realizzare dei centri/poli di vendita multigenerici (eviterei il concetto di monogenerico, per evitare eventuali monopoli e cartellizzazioni). Un server attraverso il quale promuovere/vendere prodotti musicali/editoriali/informatici ecc.

Possibili problemi
M1. Spettacoli dal vivo: belli ma non esenti da difficoltà di realizzazione (tecniche, organizzative, promozionali ed economiche) e di partecipazione (accessibilità autonoma e pubblica, prenotazione dei posti/(pre)acquisto dei biglietti sia online che in loco).
.
M2. Supporti fisici: Non credo valga più la pena nvestire nei supporti fisici che, come anzidetto, son in via di estinzione. Mi risulta che già fin da ora la vendita di CD sia in sensibile calo, perfino nel settore dell’usato. Oggigiorno poi, soprattutto fra le giovani generazioni, la musica è usa-e-getta, quindi non ha senso produrre CD che il mercato più interessante (ovvero quello giovanile) manco prende in considerazione.

L2. Interesse culturale e valore artistico per la creazione di software Su questo punto ci andrei molto cauto perché c’è il rischio di valorizzare software di dubbia utilità (inutilities) o legittimità (dal gioco d’azzardo ai virus e loro parenti)

M1) In ambito musicale, per gli spettacoli dal vivo, ci vedo bene un incentivo economico al locali per le esibizioni dal vivo, nonché l’eliminazione dei borderò, per i locali sotto una certa soglia di spettatori. Questo vale anche per la diffusione di musica (inutile chiedere soldi a chi gestisce un piccolo bar o pub e, di fatto, non obbliga al pagamento dell’ingresso e (spesso) neanche alla consumazione.
Via anche la tassa sui “pass” alle organizzazioni di spettacoli ed eventi (si, la SIAE si prende i soldi anche sui pass che servono al personale addetto per poter lavorare nell’area dello spettacolo).
Sgravi fiscali alle sale prova per incentivare le nuove espressioni artistiche in ambito musicale.

M2) Offrire la possibilità di scaricare musica direttamente nel proprio dispositivo, tramite computers dedicati a tale scopo. Gli store’s portebbero così risparmiare spazio e tempo, senza più avere l’obbligo (semmai la scelta) di/se vendere su supporti CD o DVD (meglio ancora, oridanre CD/DVD solo su richiesta, da ritirare presso il punto vendita).
Lo Store potrebbe anche creare un servizio proprio di Cloud, mettendo a disposizione delle proprie utenze musica e film, con un abbonamento che va dal mensile all’annuale.

I1) Diffusione (a partire dalle scuole secondarie) di applicazioni non più solo Microsoft based, promuovendo una conoscenza più diffusa e responsabile dei software e della loro progettazione, cercando di fare comprendere ai più giovani il reale significato di alcune terminolgie più diffuse, come Freeweare, Shareware, OpenSource e via dicendo.

I2) Sconti sui server e l’hosting a tutte le piccole/medie software house che rilasciano software freeware, a patto che questi non includano addons, toolbars e quant’altro nei loro installer.

L1) Gestione e controllo del diritto d’autore da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con politiche volte a riconoscere (e ricompensare) chiunque produca arte, muscica, software da una parte, e favorire ai cittadini strumenti adeguati per comprendere e partecipare alle iniziative artistiche del paese.
Limite di un tot di anni superato il quale, l’opera può essere usufruita dalla collettività, senza modificarne la natura, e riconoscendone la paternità all’autore.

PS
Mentre scrivevo mi passvano per la testa un sacco di ipotesi… naturalmente queste sono solo bozze di un gioco, ma credo che, anche se alcune cose (attualmente) ci sembrano impossibili, non bisogna escludere che magari, in futuro, non possano avverarsi. :wink:

Anche nel settore informatico, come del resto in ogni altro settore (es. quello energetico) la diversificazione di fonti e strumenti è fondamentale, soprattutto per prevenire (eccessivi) accentramenti, monopolizzazioni e cartellizzazioni, notoriamente nemiche dell’evoluzione e dello sviluppo.

mmahh…non c’è il rischio di ritrovarci un’altra SIAE? E se il controllo del Dd’A venisse affidato, chessò, ad un apposito “Ente Comunitario”, almeno per quanto riguarda la UE, quindi transnazionale?

Si tratta appunto di riconcepire ex novo i rapporti fra produttore, consumatore ed eventuali intermediari, i quali devono essere totalmente controllabili. Come attuare questi progetti? Gradualmente, passo dopo passo, seminando le idee e lasciando che maturino. Per quanto riguarda il punto di vista legale, bisognerebbe scoprire qual è il sentiero di confine che si può percorrere senza cadere nelle grinfie della SIAE. Dopo di che, pianino pianino lo si allarga sempre di più…

perché no? è un’idea… Anzi, leggendo ente comunitario mi è balenata l’ipotesi di una (o magari molte, in cooperazione) associazione di consumatori…

Ludovico Einaudi, uno dei nostri più prestigiosi musicisti contemporanei https://it.wikipedia.org/wiki/Ludovico_Einaudi
si è visto sfruttare senza autorizzazione un suo brano per uno sgangherato spot pubblicitario. Giustamente Einaudi pretende l’immediata rimozione del suo brano dallo spot in questione. Anche questo è un aspetto da considerare: l’utilizzo di musiche per fini pubblicitari, soprattutto di propaganda politica, che possono magari indurre a pensare che l’autore condivida le idee promosse dallo spot. Non è quindi sufficiente chiedere l’autorizzazione dell’autore all’utilizzo di sue musiche, occorre anche esporre in dettaglio il contesto in cui si intende utilizzarle.

IMHO
bisogna partire dai tempi, non è accettabile che il diritto d’autore duri 70 anni (settanta) e, per esempio, il brevetto su un farmaco 20 anni (che io diminuirei)
è inconcepibile!

tutto il resto viene di conseguenza.

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Situazione del Diritto d’Autore nel mondo secondo Wikipedia. Mi sembra una buona sintesi dalla quale partire. C’è un altro settore trascurato ma nel quale l’argomento DdA ha un ruolo importante: Il diritto d’autore del traduttore, che penso riguardi anche il doppiaggio di materiale video (film, serie TV, documentari, ecc.). Anche in questo caso, come dice CoGe, è inammissibile imporre il DdA su opere tradotte o doppiate tot anni fa.

A proposito di musica, avrei una domanda da porvi: chi è che fa il giochetto delle ristampe, delle edizioni remastered e deluxe, solitamente con l’aggiunta di brani inediti: gli autori (anche di band estinte), i loro rappresentanti, o le case editrici? E i DdA sono sempre gli stessi, si aggiungono a quelli preesistenti, o vengono applicati come se si trattasse di opere nuove? Ci ho sempre trovato qualcosa di poco limpido in queste operazioni, anche se per alcuni autori e/od opere la cosa non mi è dispiaciuta.

OMG, davvero esiste?

ammetto la mia ignoranza di DdA, ma ora comincio a capire il perché dell’astio verso il DdA, è una montagna costruita sull’argilla, sul nulla.

non voglio negare il giusto compenso a chicchessia, ma il traduttore deve essere pagato UNA volta NON per 70 anni !!

Sicuramente quei “70 anni”, ai tempi nostri, non hanno più motivo di esistere. Una riduzione è pressoché necessaria e di fatti, una drastica riduzione della durata, in questo senso, toglierebbe finanze (e potere) alla SIAE, accentuandone l’inutilità ed la speculazione.

Sono daccordo. Stessa cosa successa (da parte di diverse case automobilistiche) con Tom Waits. Possibile prendere una canzone così bella per pubblicizzare un’automobile? Ha acconsentito invece all’utilizzo della canzone per i titoli di coda del film Smoke, che consiglio a tutti di vedere :wink:

Cavolo… in merito alla durata del diritto d’autore, stavo ragionando sul fatto che, in alcuni casi, può rivelarsi difficile decire una durata prestabilita. Proprio per questo motivo, non sarebbe male una durata “dinamica”, che so… produco un album musicale che, al momento dell’uscita, ha una copertura sul diritto d’autore di 20 anni dove, superato un certo budget, o un certo numero di copie vendute (diciamo 100.000), la durata scende a 10 anni… e via dicendo…
Un sistema flessibile insomma, che tenga conto delle vendite e/o delle entrate economiche in un dato lasso di tempo. Che ve ne pare come idea?

D’accordo con te sulla necessità di dinamicizzare la durata del DdA, un po’ meno sul fatto che più si vende, meno dura il DdA. Ma può darsi che non abbia capito bene cosa intendi dire :slight_smile:

L’idea mi è balenata come conseguenza di quanto scritto da @CoGe

correggendo un po il tiro magari :smile:

Quando dicevo di ridurre in base agli introiti/nomero di copie vendute, pensavo a comunque tenere un limite di qualche anno (per dire). Ma sopratutto, una volta arrivati alla “scadenza” sul diritto, mantenere comunque la paternità dell’opera, proprio per evitare situazioni come scritto sopra (e come per Tom Waits o Einaudi ce ne sono stati tantissimi che si sono visti rubare melodie o quant’altro da parte di pubblicitari di sta m…a. La situazione ottimale sarebbe una cosa del tipo: Bene, hai venduto millemila copie della tua opera; Hai 5 anni di diritti sulle copie, dopodiché l’opera diventa usufruibile (copiabile, scaricabile ecc…) per chiunque (ed in questo senso le Biblioteche potrebbero fare davvero un bel salto in avanti, proponendo magari musica, e non solo libri, da scaricare direttamente in sede), fermo restando che se la stessa opera viene usata (a scopo di lucro, pubblicitario ecc.) tu hai tutto il diritto di vietarne la riproduzione.
Sicuramente ci sono molte cose che andrebbero corrette, ma mi sembra una buon punto di partenza da prendere in cosiderazione.

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OK, adesso ho capito. La proposta mi sembra interessante.
In particolare questo punto:

[quote=“cycomarco, post:14, topic:3895”]
fermo restando che se la stessa opera viene usata (a scopo di lucro, pubblicitario ecc.) tu hai tutto il diritto di vietarne la riproduzione.[/quote]
…perché i pubblicitari sarebbero i primi a fiondarcisi sopra come avvoltoi…