Crisi economica, notizie, cause, FALSITA', conseguenze etc


#95

Non scrivo quasi più niente perché mi sono “sco*****ato” e penso che chi vuol capire ha gli strumenti per capire ma oggi segnalo questo intervento del Prof. Vladimiro Giacchè di straordinaria lucidità che, a mio avviso, centra in pieno i veri problemi dell’UE e ancor più quelle della nEuroZona.
Da ascoltare attentamente.


#96

#97

Caxxo! Perdonami MarKo, ho capito la tua buona fede e il tuo intento ma sono riuscito ad arrivare a metà di sta min*ata e non ce l’ho più fatta!

Perdo il sonno per leggere articoli seri, professori qualificati e fare ragionamenti fondati e poi devo vedere uno incappucciato che fa un assoluto qualunquismo in perfetto stile complottista :old_pianto:

La Gabbia è, imho, inguardabile, una roba tipo la politica economica dei 5S e se non esiste un dibattito equilibrato e serio su quello che sta succedendo è anche perchè in televisione ci va Ugo Dumpel da una parte e queste sceneggiate dall’altra.

Tanto per dire, in Germania gli stipendi sono cresciuti solo per alcuni tipi di contratti, molti lavoratori (di cui i media si guardano bene di parlare) sono come da noi eterni precari con stipendi al limite della soglia minima. E comunque gli squilibri centro/periferia non possono essere inquadrati semplicemente nella paga ma in un insieme di fattori molto più ampio.

Scusa se sono stato un po’ brutale ma la mala informazione va bene per fare ascolto ma poi di vogliono professori che ci mettono i dati per dare peso alle parole.


#98

Riflessione del 25 aprile


La mia generazione di tedeschi non deve più giustificarsi o scusarsi per i danni causati dagli ignoranti di tre generazioni fa. Un capitolo nero, ormai chiuso, che non ha bisogno di rancore o di revisionismo, né di sinistra né di destra. Ma la mia generazione sì che dovrà rispondere per la propria miopia e per l’ignoranza in materia economica e la strategia politica odierna.

Anche se, pian piano, il narrativo della “locomotiva“ sta crollando pure in terra germanica, l’80 % della popolazione tedesca non vuole realmente capire quello che sta succedendo in tutta Europa, pur essendo impoverito notevolmente anche il ceto medio tedesco grazie alle politiche merkeliane. “Perdonate loro – non sanno quello che fanno!”

“Liberazione dell’Italia”?

Da molti anni osservo, non privo di stupore, che la maggior parte del popolo italiano, un popolo sottomesso al vincolo esterno (ce lo chiede Europa), sottomesso a un’ideologia della globalizzazione (fuori c’è la Cina) e una teologia mercantilistica (fuori c’è la Merkel), e vincolata a una moneta che strutturalmente non è “sua”, celebra la moneta unica, lavorando un giorno di meno, “guadagnando come se lavorasse un giorno di più” (Prodi, per intenderci).

Un popolo deprivato dalle sue fondamenta economiche cade nella trappola già discusa negli anni 40 dai nazisti come Hermann Göring e Walther Funk con l’ipotetica “moneta unica” e nello stesso tempo festeggia la cosiddetta “liberazione dai nazisti”? Il destino a volte fa proprio dei brutti scherzi con noi.

La guerra moderna non si esegue più sporcandosi le mani proprie con il sangue dell’ avversario, salvo alcune eccezioni. La guerra moderna da decenni si esercita con operazioni di retroscena, non si mandano più dei soldati, ma “supporti logistici” e forze “educative” che insegnano alle marionette di turno come imporre la morale superiore.

Spero che il 25 aprile non serva esclusivamente come data per piangere sul sangue del passato buio ormai lontano, ma che sia anche una data utile per riscoprire il vero valore della libertà, della sovranità e dell’autodeterminazione nella vita economica degli Italiani. Che sia anche un momento di riflessione per liberarsi pacificamente, ma con fermezza, dalle violenze economiche e ideologiche. Un giorno per decidere, se arrendersi o farsi valere. Senza sangue, ma con moneta propria. Così magari un giorno diventerà nuovamente il “Giorno della liberazione d’Italia”.

Martin Rothweiler

FONTE: Scenari Economici.it


#99

#100

Propongo la lettura di questo ottimo articolo, tradotto da VocidallEstero, per lo spunto di riflessione che ne consegue. Parlando di fatti storici riguardanti l’America post crisi del '29 ci fa capire, se confrontato con l’attuale situazione europea e con alcuni necessari distinguo, che quello che sta accedendo con le politiche economiche e sociali in Europa, in realtà, non è nulla di nuovo. La novità, piuttosto, sta nel fatto che al giorno d’oggi, dopo decenni di imposizione scientifica e culturale, il mondo accademico in primis (ma anche l’uomo comune) accetta tutto questo come naturale ed ineluttabile. Politiche economiche e sociali che, inutile dirlo, solo 40 anni fa avrebbero portato alla rivolta… buona lettura :old_saluta: