Crisi economica, notizie, cause, FALSITA', conseguenze etc


#1

Ho pensato di aprire questa discussione pensando a una sorta di “contenitore” dove poter commentare e lasciar commentare più liberamente qualsiasi notizia/argomento si ritenga collegato all’argomento crisi economica evitando di andare continuamente OT su altre notizie pubblicate.

Non credo sia ormai un segreto per nessuno che ha la malsana pazienza di leggermi su questo forum che io sono profondamente e decisamente contrario all’unione monetaria europea e ai trattati che l’hanno istituita.
Non posso vantarmi di esserlo sempre stato (e me ne pento), devo ammettere che fino ad un paio d’anni fa l’economia era di mio interesse tanto quanto una notizia sul Grande Fratello 27 ma dal 2011/2012 ho cominciato a chiedermi cosa stesse accadendo e perchè.
Le notizie dei media nazionali da subito mi sono sembrate più alibi che motivi validi a giustificare scelte e provvedimenti che eufemisticamente direi “sospetti”. Da allora ogni passaggio logico fatto mi ha sempre portato in un’unica direzione (e giuro che mi sono impegnato a cercare smentite e alternative). Da un anno e mezzo circa mi sto scagliando contro questa colossale truffa ideologica, politica ed economica.

Sulle teorie/ideologie economiche, le cui scelte sono la fonte primaria dei guai combinati dalla politica, c’è molto da dire ma mi ci dedicherò casomai più avanti, prendo ora spunto da un post dell’amico Ergonomico per esprimere il mio modesto ma convinto parere su alcuni stereotipi falsi che arrivano dai nostri politici e giornalisti di regìme e che hanno facile presa sulla scarsa considerazione che abbiamo del nostro paese (mai come da noi il proverbio “il giardino del vicino è sempre più verde” è stato così vero).

E dopo questa lunga e noiosa premessa parto con qualche considerazione:

Sul referendum contro il fiscal compact ne so ancora poco nei dettagli ma per stessa ammissione dei promotori so quello che NON E’:
NON E’ un referendum CONTRO il Fiscal Compact ma solo contro alcuni articoli della norma attuativa.
Ricordo che il pareggio di bilancio è stato inserito in Costituzione dalla maggioranza che ci governa e il Fiscal Compact è un Trattato Internazionale a cui i referendum fanno una pippa!

Inoltre, scorrendo i nomi dei promotori mi pare di poter smentire che ci sia qualsiasi contributo del M5S, l’unico di loro che conosco un po’ meglio è il responsabile del comitato: Gustavo Piga che ho ascoltato più volte, capace anche di fare considerazioni sensate ma che poi cade immancabilmente ed inesorabilmente in errori e conclusioni incomprensibili per un economista del suo “livello”. Tra l’altro l’ho letto commentare favorevolmente la lista tsipras che è decisamente una metastasi maligna del cancro che ci governa. Gli altri promotori mi pare appartengano tutti, chi più chi meno palesemente, alle varie componenti della attuale maggioranza, sia di sinistra che di destra.

Allora facciamo qualche ragionamento su questa tua osservazione:

A parte il fatto che l’Italia era la 7a potenza industriale (contando per difetto) quando eravamo nello “splendore” degli anni di tangentopoli, mentre ora, dopo la cura eurozona a sostanziale parità di corruzione siamo in una crisi che non lascia fuori nessuno, quindi parlare di questione morale mi sembra già una scusa per non affrontare il Primo e Vero problema.
Ma andiamo un po’ più nei dettagli, facciamo un raffronto tra la stupida e corrotta Italia e la grande, potende e integerrima Germania: uno studio dell’università di Linz (Austria, non Italia!) calcolava nel 2012 un impatto della CORRUZZZIONE sull’economia in ITALIA pari a 280 miliardi, mentre in GERMANIA è di 250 miliardi di neuri. Pensi che una differrenza del 10% circa sia la causa della nostra situazione?
Ma non finisce qui, guardiamo anche il sommerso (alias il nero) in Germania è stato calcolato a 342,4 miliardi di neuri. Viva la Germania, loro sono biù bravi di noi! A prenderci per il c_lo.

[seguono altre considerazioni… quando avrò tempo per un nuovo post :stuck_out_tongue: ]


Francia, austerità, tagli e proteste
Che cosa sapete della Grecia?
Che cosa sapete della Grecia?
#2

Guarda che l’art 81 é facilmente é facilmente raggirabile. Nn lo hai letto vero? Inoltre il banchetto dove ho firmato ieri a Roma era tenuto da ragazzi del movimento della sapienza. Nn certo di pd o pdl.

Sul grado di corruzione:

http://www.infoplease.com/world/statistics/least-corrupt-countries.html

Sinceramente vorrei leggere la ricerca che nomini ma nn la trovo.

Ora sulla corruzione italiana: nel nostro paese é talmente diffusa da essere cultura tant’é che lo siamo un po’ tutti senza rendercene conto e basta analizzare le scelte dei nostri rappresentanti per capirlo.

Se apro un attività privata in Germania ( diciamo una start-up it a Berlino ) oltre alle facilitazioni economico fiscali estremamente notevoli pagherò poche centinaia di euro per l’apertura dell’azienda e avrò spese certe e molto più basse.

Se apro che só, un negozio di alimentari a Roma, potrei dover pagare piccole forme di pizzo per la corrente, per trovare in tempi decenti la registrazione catastale, per avere in tempi decenti il controllo per la certificazione di agibilità. Tutto questo é studiato e analizzato da anni e non ê solo esperienza personale o diceria.

Per cui onestamente dubito che le differenze sulla corruzione siano così basse. Sul sommerso posso forse starci perché hanno legislazioni simili su droga e prostituzione, hanno annesso tutto sommato da poco la Germania dell’est e xché nn ho idea dello stato della cosa ma dire che tedeschi e italiani sono corrotti allo stesso livello quando due condannati in Italia cambiano la costituzione, si fanno leggi a partito e dove un ragazzo di 20 anni cn 50 grammi di droga riceve una pena peggiore di chi truffa lo stato ( aka noi ) per 3 -4 mld beh ne passa eh ;). Ne passa parecchio e nn poco visto nelle ultime 4 righe abbiamo manifestato seri problemi di:

Accountability
Cultura della corruzione estremamente diffusa
Grossi freni alla crescita a causa della corruzione
Nn certezza della pena per corruzione a livelli estremamente alti.

Noi siamo quelli la cui ministra della giustizia fa scarcerare persone che hanno truffato per miliardi dopo una telefonata e ci sta bene.

http://www.transparency.org/country#ITA


#3

Ho scelto di proposito Il FattoQuotidiano come link della fonte per lo studio sulla corruzione, non perché sia la mia fonte di notizie preferita, ma perché ho notato in questi anni che è la più letta e citata qui su questo forum e che quindi presumo essere considerata e accreditata dalla maggior parte dei lettori come affidabile. Io, di norma, preferisco navigare in siti anche a me sconosciuti, dove chi pubblica lo fa per una propria convinzione personale in quello che dice, che sia di destra o di sinistra, e non per scelta politica ed editoriale di chi lo paga.
Se non ritieni affidabile la fonte, visto che l’autore dell’articolo dice di essere in possesso dello studio austriaco, non ti rimane che chiedergli una copia, o scrivere direttamente al professore in questione.

Per quanto riguarda le tue osservazioni sulla situazione italiana, caro amico Ergonomico, deduco che le mie esperienze e di conseguenza le mie sensazioni sono molto diverse dalle tue.
Ho lavorato per 20 anni abbondanti con clienti tedeschi, sicuramente gente affidabilissima, mediamente molto più affidabili degli italiani purtroppo, in tutto il periodo lavorativo la percentuale di insoluti tedeschi non ha mai toccato l’1%, quello degli italiani il 3-4%, quello dei francesi il 15-20%, forse sono stato fortunato coi primi e sfortunato con gli ultimi ma non credo dipenda solo da quello…
Però quando parliamo di rispetto delle regole, di evasione, elusione, accordi sottobanco, corruzione ecc. la Germania non è per nulla differente dall’Italia o da altri paesi, tantissime volte parlando con clienti tedeschi mi sono sentito dire che segmenti di mercato per loro erano preclusi perché il concorrente era amico del tal politico o del dirigente di turno per cui partecipare a quel tipo di gare era assolutamente inutile proprio come in Italia). Altre volte avevo clienti che le gare le vincevano sempre loro….
Ma l’elenco non finirebbe lì, per esempio ho visitato un paio di “concorrenti” tedeschi che mi cercavano come subfornitore e facendo il classico giro di presentazione nelle loro aziende il mio sguardo si girava a guardare cose apparentemente insignificanti per non addetti ai lavori e ho visto cose che non avrei dovuto vedere, per esempio sui processi produttivi privi di protezioni di sicurezza, trattamento dei rifiuti ed esalazioni, dove mentre in Italia ci facciamo un c*lo così su ogni cosa, i tedeschi se ne battevano il belino e scaricavano in atmosfera senza nessun filtro, e buttavano in un cassone unico tutto, dal bicchierino del caffè al bidone di rifiuti della verniciatura (che tra l’altro non facevano in cabina ma a cielo aperto o sotto una tettoia).
Con questo per consigliare di non cadere nei facili e stupidi qualunquismi che l’erba del vicino è sempre più verde, perché non è così, l’erba del vicino sembra più verde perchè la vediamo da lontano e non ci accorgiamo che la loro è infestata di graminia, da qui la nostra disperazione e l’assurda idea che buttando tutto quello che abbiamo si possa ottenere un prato bello come il loro, che poi tanto bello non è.
I dati lo dicono, l’erba del tedesco è sì un pochino più verde della nostra anche se infestata da altro tipo di parassiti che io certo non vorrei mai e poi mai in italia; noi li superiamo sia in corruzione, evasione ecc. se pur di poco.
Questo è grave e genera ingiustizie etiche e morali che impongono di combattere questi mali, MA NON E’ LA CAUSA della crisi economica che stiamo vivendo.

Se c’è stato un terremoto il problema degli sciacalli che rubano è grave e vergognoso ma la prima cosa di cui ci si deve occupare è di tirare fuori dalle macerie chi è ancora vivo e curare i feriti!
Se chi è sotto le macerie muore del ladro che gli ruba in casa o in quel che serta della sua casa non gliene frefa niente!
Devo continuare con paragoni e metaforei? No basta, ho molti altri argomenti e falsità di cui parlare, io passo oltre……
(continuerò appena posso).


#4

É una delle cause ad anche abbastanza preponderante. E nn se ne esce fuori ahi noi.

Nn c’è solo una causa alla crisi italiana certo é che far fare la dieta a un morto di fame é sbagliato.

Cmq l’analisi della ricerca conferma quello che dicevo ed hai commesso un errore nel paragonare valori assoluti e non relativi.

Ah ovvio che la propaganda della corruzione in Italia é tale xché chi comanda la USA per farsi i cavoli propri ( leggasi reati di concussione semi legalizzati ).


#5

No Ergo, non ho fatto nessun errore.
Tra l’altro i dati confermano quello che dicevi esattamente come confermano quello che dico io, perchè io non ho mai negato l’esistenza della corruzione nè tantomeno che fosse un male da combattere. Rimane il fatto che la corruzione non è la causa della crisi economica e la sua rilevanza macroeconomica è pressochè nulla.
Se così non fosse mi si dovrebbe spiegare come mai la “virtuosissima” Cermania nonostante un valore si impatto economico così elevato (anche se “solo” in termini assoluti e non relativi) continua ad essere il paese che stradomina l’economia europea ed anche come mai insieme noi e alla corrottaissima Grecia sono in crisi anche l’irlanda la Spagna il Portogallo la Francia il Belgio… Tutta colpa della corruzione anche per loro? lo ribadisco e settoscrivo per l’ultima volta:


#6

Nella mia testa avevo preparato un elenco/graduatoria degli interventi/argomenti che volevo discutere per evidenziare quanto distorta sia la realtà dei fatti spacciata dal pensiero unico dei media in relazione alla crisi economica, alle sue cause e alle inevitabili conseguenze che questo processo di falso internazionalismo causerà.
Avevo già iniziato a scrivere sulla prossima menzogna ed ero a buon punto ma il volgere degli eventi di questo stranissimo mese di agosto, con questa assurda discussione, con Grillo che pubblica questo articolo sull’uscita dall’euro e l’amico Ergonomico che pubblica questo articolo del fanfarone Gustavo Piga (mi spiace Ergo che sia amico tuo, che lo conosci di persona, non so che farci ma i cantastorie vanno bene per bambini non per l’economia di uno Stato e di un intero continente) che ci spiega come la spesa pubblica sia la ricetta da applicare subito che magicamente risolverà ogni ogni problema; anch’io a mia figlia un tempo raccontavo favole ma anche lei sapeva che erano storielle belle per andare a nanna e fare sogni d’oro, ma comprendeva che finito il sogno della notte la verità del giorno era diversa, sapeva che di giorno non si raccontano storie perché, di giorno, sono bugie. E le bugie non si dicono. E io, quando non ho la forza morale per dirgli la verità piuttosto sto zitto e questo doveva fare il povero Piga, non potendo/volendo dire la verità poteva limitarsi a stare zitto invece di raccontare la favoletta della spesa pubblica; come se dare un bicchiere di vino (che nella tradizione popolare fa buon sangue) ad un paziente con una grave emorragia in corso servisse a salvargli la vita. Un po’ di liquidi allungano il sangue e il cuore continua a pompare, ma quando i globuli rossi diventano troppo pochi…! Un vantaggio indubbiamente l’avrebbe il paziente, morirebbe lo stesso, ma felice almeno --
Quindi ho scelto di accantonare il mio progetto di demolizione delle balle, ho cestinato il mio lavoro, passato mezza notte in bianco e la domenica davanti al pc (l’ultima spero) e sono ripartito daccapo per andare ai punti più importanti (lo so che non vi strapperete i capelli per questo ^
^).

Partiamo con un dovuto commeto volante all’articolo pubblicato da Grillo.
Mi verrebbe da dire Alleluia, si sono svegliati, miracolo!!!
Poi però mi chiedo come mai Grillo ha dovuto cercare un articoli di Pritchard sul Telegraph quando in Italia queste coso sono ampiamente descritte e spiegate già da anni da diversi economisti che conosce bene e mi domando come mai questo articolo esce il 15 AGOSTO, nella settimana, forse l’unica rimasta dove la maggioranza degli italiani se ne stanno con le chiappe al vento, a dormire e rosolarsi al sole e le uniche letture sembrano essere la gazzetta e novella2000. Forse per sondare una reazione senza creare troppo scompiglio? Vabbeh, meglio poco che niente.
L’articolo parte con una significativa immagine dell’Italia sul baratro come fosse uno scoglio pronto a staccarsi e precipitare nel vuoto, poi ridaje col debbbito pubblico (che non è il problema) e dice che se l’Italia non esce dal nEuro siamo rovinati…
Che se non si esce dall’nEuro siamo rovinati lo dico anch’io, ma E’ TUTTA L’EUROPA ad essere sull’orlo del baratro a causa della moneta unica, non solo l’Italia. L’ideale nobile di unire i popoli partendo dalla moneta unica moneta per abbattere le frontiere sta avendo l’effetto opposto, sta alimentando odi che erano emarginati e ormai quasi estinti e a mio avviso se continua così ci troveremo ad affrontare problemi ben più gravi della sola crisi economica. Poi, soprattutto, sono rimasto colpito da uno dei primi commenti di un lettore che sosteneva che una moneta “è solo una moneta” e mi chiedo come mai nessuno, (partendo da chi ha pubblicato la notizia e dovrebbe spiegarne i contenuti e completare le lacune) si sia mosso a smentire questa grave disinformazione, perché non si può lasciare dire laqualunque caxxata! Altrimenti la gente poi ci crede e qualcuno più attento finisce per credere anche (come ho fatto io) che chi ha pubblicato la notizia di economia non sà un accidente.

Perché c’è da capire che la moneta è un Valore Di Scambio e come tale DEVE essere soggetto alla “famosa” legge della domanda e dell’offerta. Il valore di una moneta è determinato dalla differenza tra richiesta estera per pagare le nostre esportazioni (loro importazioni) e la nostra offerta per ottenere valute straniere per pagare le nostre importazioni (loro esportazioni). In sostanza la moneta stabilisce il valore dell’economia dell’area che la adotta nel confronto con le altre eree economiche e monete.
Purtroppo una cosa è stata taciuta in questo articolo, lo scambio internazionale Italiano Francese Spagnolo Tedesco e via dicendo è soprattutto con gli altri paesi Europei, e qui il cambio… voilà!.. è magicamente scomparso!!!. Ma no, non è scomparso, è semplicemente stato fissato. Ne riparlerò tra poco ma mi pare già abbastanza chiaro che fissando artificialmente questo valore si determinano altri squilibri che provocano danni reali che tutti hanno sotto gli occhi di tutti.

E’ ora il momento della favoletta di Piga. Il compendio evoluto all’idiozia mainstream nEurosostenitrice che, messa momentaneamente in naftalina la fregnaccia sul debbbito pubblico cattivo, ora vuole aumentare la spesa pubblica per risolvere il problema.
NO! non funziona così.

Il punto è molto semplice da capire, ha preso il nome di Teoria delle Aree Valutarie Ottimali descritta da diversi economisti tra cui Maede e Mundell, Mc Kinnon e Kennen e addirittura la deflazione salariale e dei prezzi è stata considerata essenziale dal detestabile Milton Friedman, sostenitore e co-ideatore delle teorie neoliberiste che io condanno e combatto.

In soldoni cosa dice questa teoria, dice che:
Paesi che NON hanno parametri economici, fiscali, salariali, inflazioni, previdenziali ed assistenziali omogenei e convergenti, una lingua comune, oltre ad alta mobilità del lavoro interna all’intera area valutaria comune NON POSSONO STARE INSIEME punto
Non so perché la chiamano teoria quando in realtà la si può considerare una legge economica talmente logica da non aver praticamente trovato oppositori seri in grado di confutarla, forse perché è più facile, per chi ha interessi opposti, ignorarla e farla sembrare di marginale importanza. Per me è talmente facile da capire che a “modo mio e spiegando alcuni concetti in modo un po’ troppo rozzo e con qualche errore (ricordo a tutti che non sono un economista, non mi chiamo Giannino, e per correttezza non ho voluto correggere nulla)” ci ero già arrivato da solo un anno e mezzo fa quando mi sono bruscamente risvegliato dall’ipnosi catatonica che mi aveva accompagnato per tutta la mia vita (non so se ringraziare o odiare Znk per questo), perché lo ammetto non mi è mai fregato niente di economia prima, e provo disgusto per me stesso per questo, ma c’è chi c’era arrivato ben prima i me ed è ben più preparato e quotato di me! (alcuni link sono in fondo al post)
Ora ditemi voi se, Italia Spagna Grecia Francia Germania Olanda Belgio…., hanno in comune anche solo due o tre dei parametri sopra elencati O_O. Ma cosa succede quando questi parametri non sono omogenei? Succede che i paesi “core”, cioè quelli centrali, con risorse maggiori e, grazie a inflazione, costo del denaro più basso e una serie di vantaggi determinati anche da posizione ecc., col passare del tempo vedono la loro economia prendere un vantaggio commerciale che il cambio fisso non riequilibra più. Conseguenze? Diventa più conveniente acquistare all’estero rispetto alla produzione interna e anche diventa meno conveniente all’estero acquistare i nostri prodotti, quindi cresce la disoccupazione interna ma soprattutto cresce anche l’INDEBITAMENTO ESTERO dello stato periferico a causa proprio delle maggiori importazioni, delle minori esportazioni e dei debiti finanziari contratti all’estero.

Questo è l’andamento del Debito Estero Italiano negli ultimi 10 anni.
Potete notare come l’indebitamento estero è passato dal 15% nel 2004 al 35% nel 2014!

Quale altro motivo pensate che abbia la Germania per insistere e obbligarci a ridurre il debito pubblico? Gli fregherebbe qualcosa se il debito pubblico italiano fosse tutto nelle mani di cittadini italiani? No, loro sono preoccupati perché per anni hanno guadagnato von questo vantaggio occulto e crescente, ci hanno venduto le loro merci e prestato i loro capitali lucrando interessi più alti di quelli loro interni (lo spread è il differenziale tra gli interesse primario tedesco (sui bund) e quello italiano (sui btp)) e ora temono che i paesi periferici non siano più in grado di rimborsare il debito. E’ per questo ci tengono per i cojoni, perché siamo loro debitori (vedi debito estero).

Ecco perché anche quella che SEMBRA una idea condivisibile del Piga in realtà è una baggianata VERA, perché se la spesa pubblica ricomincia ora a pompare moneta nel sistema economico italiano, anche lo facesse nel modo più equo possibile, l’effetto sarebbe quello di ripresa momentanea dell’economia che tornerebbe ad alimentare i consumi che però viziati da un cambio intracomunitario falso e sfavorevole si tradurrebbero in un a nuova spinta alla crescita dell’acquisto di beni esteri e di contrazione dei consumi interni, spingendo nuovamente l’acceleratore sul debito estero!
Non dimentichiamo poi che aumentare la spesa pubblica significa indebitarsi sul mercato finanziario (perché la BCE NON E’ un ente pubblico che finanzia gli stati) a un tasso di interesse che oggi è 2,5 (due volte e mezzo) più alto di quello tedesco (n.b… quella dello spread che è sceso a “soli” 150 punti e che questo è un successo e un’altra bufala mediatica, noi paghiamo interessi del 250% più alti di quelli tedeschi, esticazzi!) e questo continuerà a dare un vantaggio commerciale e finanziario al sistema economico tedesco e altri paesi core rispetto a quello italiano e degli altri paesi periferici, ampliando il differenziale competitivo.

C’è molto altro da dire ma mi rendo conto che se siete riusciti a leggere tutto quello che ho scritto siete già quasi eroi. Quindi, chiudo ricapitolando. E’ un paradosso ma è così, il crollo dei consumi è quello che al momento ci ha salvato da un indebitamento che sarebbe stato ben superiore in condizioni normali, non date credito a chi vi propone ora la spesa pubblica. Non funzionerà e farà solo aumentare il nostro debito estero e ci esporrà sempre più al ricatto dei nostri creditori.

La soluzione non è indolore, ma non ce ne sono altre (credibili intendo).
La spesa pubblica potrà svolgere il suo compito di volano solo quando sarà ripristinato il giusto e naturale rapporto di cambio tra le monete. E’ sempre stato così, lo è stato per noi nel 1976, lo è stato per noi nel 1992, lo è stato per l’Argentina e altri stati quando hanno fissato la parità col dollaro e sarà ancora così.
There is no alternative!

Purtroppo man mano mi inoltro nei vari “lati e aspetti” di questo argomento capisco (o meglio intuisco) quanto di più e di peggio c’è dietro questa unione economica e monetaria, che nulla ha a che vedere con l’ideale di unione pacifica di popoli che per secoli si sono fatti guerra.
Continuerò appena possibile nella mia battaglia alla disinformazione, ma il mio sogno sarebbe quello di cominciare un’altra discussione, quella sul DOPO, che purtroppo, grazie alla disinformazione, è tutt’altro che scontato e privo di pericoli se si lascia condurre nuovamente il gioco ai neoliberisti che hanno ideato questo folle sistema.

Ora sono stanco ma nei prossimi giorni cercherò di inserire qualche link interessante, perché, come dicevo, il dibattito sull’uscita dall’euro è attivo da anni e cresce a vista d’occhio e ci sono ottime persone che ci stanno mettendo tutto il loro impegno.

Se siete interessati ad una spiegazione ovviamente più completa, professionale e molto ben scritta il mio consiglio è di leggere il libro “Il tramonto dell’euro” di Alberto Bagnai.
Ottimi anche gli approfondimenti di Fiorenzo Fraiese e la nuova associazione ARS.


#7

Mi sa che sbagli persona eh piga lo conosco personalmente perché ci feci gli esami di economia e ormai lo seguo da anni tramite interviste o articoli in quello che dice.

Secondo, Piga sostiene che vada fatta spesa pubblica per far ripartire l’italia esattamente come stai sostenendo tu. Ma nn è un punto di vista esclusivo suo eh semplicemente nel 29 con la grande crisi abbiamo scoperto, grazie a keynes, che occorre fare investimento per creare valore.

E’ sempre stato contro l’austerity, essere assertivi poi in un dialogo o in un intervista nn significa nn avere posizioni a favore della spesa pubblica. Semplicemente la spending review è un buono strumento ma nn può fuzionare nei termini indicati dai nostri attuali “boss”.

Sulla politica monetaria ue poi ha sempre detto che per farla funzionare occorre o avere un fiscal unity (nn compact) e/o imitare i grandi agglomerati di stati come gli usa in alcuni punti e/o parlare di unità reale degli stati. Di diventre prima “fratelli” che colleghi di moneta.

Ovviamente si riferiva in parte a quello che dici.

L’uscita dall’euro poi nn significa uscire dal mercato unico. Questo te lo dicevo anche quando ho parlato io dell’uscita MA uscire dall’euro con i nostri fondamentali nn servirà a niente se ci sarà il libero scambio con i paesi dell’ex blocco sovietico anche di lavoro.

Nn puoi avere questa classe dirigente (e semplifico) e pensare che esista un qualsiasi modo per poter riprendere la situazione economica. Semplicemente nn è possibile e il valore nominale del debito per la propria composizione, in italia, è importante.

Occhio che l’urss cadde proprio xchè fece degli errori macroscopici come stai facendo tu nell’analisi.

Partiamo da un argomento semplice, andiamo per punti schematici (così è facile discuterne), evitiamo i “grossi” temi monetari (che nn conosco bene oltretutto mentre di politiche economiche e applicazioni reali sono più ferrato) e, sopratutto, tieni a bada i cavalli (tame your horses, suona meglio in inglese, perdonami) che nn c’è bisogno di andare al galoppo se nn alla carica.

Ah piga ha fatto un libro con modigliani, ha collaborato con alcuni dei più grandi economisti del mondo, è stato uno dei fautori dell’eprocurament (argomento reale e serio di cui nn si parla mai) etc etc. E’ una persona seria e merita più rispetto di un “fanfarone”.

Sulla comunità europea, compresa moneta, possono funzionare ma nn in questo modo. Su questo siamo tutti d’accordo. Quando piga ne parlò all’intervista su radio24 portò


#8

Ma stralollo! Io sto facendo errori macroscopici?
Da chi vuoi che te lo faccio dire che UN’UNIONE MONETARIA SENZA UN’AREA VALUTARIA OTTIMALE NON PUO’ FUNZIONERE?

Non faccio neanche la fatica di scriverti nomi, alcuni li puoi trovare QUI, ma che l’unione monetaria non aveva gli scopi che i media e i politici hanno sempre voluto far credere lo diceva persino Alberto Alesina nel lontano 1997, quando ancora si discuteva.
1) L’Unione monetaria e’ necessaria per mantenere un mercato comune europeo: Non e’ vero.
2) I cambi flessibili creano rischi per gli operatori ed ostacolano il commercio internazionale: Non esiste alcuna evidenza che la flessibilita’ dei tassi di cambio riduca la crescita del commercio internazionale.

Il Financial Times continua a ripetere che il Regno Unito fa bene a rimanere fuori dall’unione monetaria (per qualche anno almeno) perche’ quel Paese ha un ciclo sfasato rispetto al resto dell’Europa. Ma cicli sfasati rimarranno anche dopo l’Unione monetaria e non solo per il Regno Unito. Se un Paese nell’Unione monetaria subisce uno choc di domanda negativo, qualcosa deve essere mobile e flessibile: o i salari monetari, o la forza lavoro o i tassi di cambio. Dato che i salari monetari sono rigidi al ribasso, la mobilita’ del lavoro in Europa e’ bassissima, l’Unione monetaria che fissa i tassi di cambio rende l’aggiustamento agli choc molto difficile e rendera’ la disoccupazione ancora piu’ permanente.
3) L’Unione monetaria ha facilitato la riduzione dell’inflazione e dei deficit pubblici: Negli anni Novanta l’inflazione e’ scesa in tutto il mondo, con o senza Unione monetaria.
4) L’Unione monetaria e’ solo un passo verso la vera meta che e’ una forma di unione politica. Questo e’ forse l’argomento piu’ convincente, se si pensa che l’Unione politica riduca il pericolo di conflitti intraeuropei, che, storicamente, sono stati catastrofici. La realta’ pero’ e’ l’opposto. Con ogni probabilita’ i contrasti tra Paesi europei aumenteranno al crescere della tendenza a coordinare politiche monetarie, fiscali, di welfare eccetera. Costringere Paesi con culture e tradizioni diverse ad uniformare politiche di vario genere, soprattutto quando la necessita’ economica del coordinamento e’ alquanto dubbia, e’ un’operazione inutile e potenzialmente molto pericolosa.

Mumble mumble mumble, chissà perch’ l’Inghilterra non è mai entrata nell’unione monetaria? Massì che lo sai, e lo sa anche il Piga.

Allora deduco che tu NON abbia letto quello che ho scritto, nè qui nè in qualsiasi altro mio post precedente.
La nostra crisi attuale è una crisi provocata dalle incongruenze del sistema monetario europeo e dal debito estero che questo sistema ha provocato agli stati membri senza la flessibilità del cambio.

La spesa pubblica è senz’altro fondamentale per la ripresa, ma lo potrà essere in maniera efficace e senza creare ulteriori danni SOLO dopo aver ristabilito la moneta sovrana nazionale (che ci svincolerebbe dai merceti finanziari) e la flessibilità del cambio.

Te lo faccio ridire anche da Egodellarete (F. Fraiese) che stimo sia per la sua chiarezza espositiva, sia per la simpatia e passione che sta mettendo nel divulgare questo problema

E’ almeno un anno e mezzo che ripeto la stessa cosa, tu rifiuti di ammettere che questo problema è primario e mi vieni a dire di stare calmo? Mi sono rotto di stare calmo e politically correct, lo ribadisco e non cambio opinione su Piga, perchè Lui queste cose le conosce e le conosce senz’altro bene, quindi è in malafede.

Ti faccio rispondere ancora da Alesina (stesso articolo di cui sopra) poichè l’unico argomento nell’arco degli euristi come te è la trasformazione della UE in Stati Uniti d’Europa.

Negli Stati Uniti, una Unione monetaria di dimensioni simili all’Europa, choc regionali asimmetrici sono corretti da una forte mobilita’ geografica della forza lavoro e dalla flessibilita’ dei salari reali e nominali. In piu’, il sistema fiscale provvede notevoli sistemi compensativi: per ogni dollaro di riduzione del reddito disponibile in uno stato americano, tra i 30 e 40 centesimi sono recuperati da compensazioni fiscali. Sarebbero disposti, diciamo, i cittadini danesi a compensare in questa misura, uno choc che colpisce, per esempio, l’Italia del Sud? Molto probabilmente no, quindi neanche il sistema fiscale europeo correggerebbe questi choc asimmetrici.

Aggiungo un’ultima postilla
A proposito: l’infatuazione di Franco Modigliani per la moneta unica non durò a lungo. Bastarono tre anni, al nostro Nobel, per capire che la strada sbagliata (“più Europa!”) conduceva nel posto sbagliato. Intervenendo il 10 aprile del 2000 alla presentazione del libro “L’Europa legata: i rischi dell’euro” di Giorgio La Malfa, Modigliani affermava che “la Bce è un obbrobrio, perché crea erroneamente un alto tasso di disoccupazione… è un mostro che ha solo una funzione: la stabilità dei prezzi, e messa in mano ai tedeschi della Bundesbank”.

La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell’evadere dalle idee vecchie, le quali, per coloro che sono stati educati come lo è stata la maggioranza di noi, si ramificano in tutti gli angoli della mente
John Maynard Keynes.


#9

Premesso che nn conosci piga e ne hai parlato a sproposito ( leggendo gli economisti che consideri validi e dicono le stesse cose ) e che seguo krugmann e stiglitz da qualche anno e goofy economics sembra interessante mi diresti quali sarebbero gli scenari possibili se l’Italia esce dal l’unità monetaria?

Premessa: se esci dall’euro e, come proponi tu, nn leghi il valore della stessa a nessuna moneta “dominante” saresti fuori anche dal MEC.

Faccio una domanda xché per correggere o mettere in un pensiero organico lé più che valide teorie esposte richiederebbe il tempo di una tesi e nn c’è l’ho.

Premesso inoltre che tante volte anche io ho detto che se nn cambia il modello macroeconomico di riferimento tanto vale uscirne MA se l’Italia nn cambia i problemi saranno pressoché immutati.

Infine facciamo, da un punto di vista banale, un foto all’Italia:

  • 130% debito/pil di cui oltre il 70% in mano ad istituti italiani.
  • 80% del pil dipende dalla domanda interna e il 20% dall’estero.
  • classe politica corrotta ed enormi problemi di trasparenza ed adesione agli standard internazionali di “correttezza” negli appalti pubblici e nella spesa ( la tua analisi comparativa tra Germania ed Italia era sbagliata ).
  • pmi a pezzi e assenza di una corretta gestione e penetrazione delle grandi imprese
  • riforme strutturali deformate
  • disoccupazione a quasi il 20% ( reale nn solo ordinaria).

Detto questo dammi almeno due o tre ipotesi ( nn tesi ) su cosa accadrebbe ad uscire dalla mue.


#10

http://oldforum.adunanza.net/images/smilies/confused2.gif
http://oldforum.adunanza.net/images/smilies/confused2.gif
Ok, siamo nel thread giusto (Crisi economica, notizie, cause, falsità, conseguenze etc), spiegami innanzitutto dove hai letto questa cosa bislacca e perchè sei arrivato a questa conclusione.
Ti voglio solo ricordare che la Comunità Economica Europea fu fondata nel 1957 col trattato di Roma e allora non c’era la moneta unica il primo abbozzo di una moneta comune fu nel 1972 col famoso serpentone monetario, poi dal 1979 con l’altrettanto famoso SME e anche questi non funzionarono per niente bene, anzi furono dei veri e propri fallimenti e vi furono successive svalutazioni, una svalutazione nel 1976 e una nel 1992 quando Inghilterra e Italia furono costretti ad uscire dallo SME, svalutarono pesantemente e altrettanto pesantemente rivalutarono Germania e altri paesi centro-europei.
Questo non impedì agli stati di continuare a commerciare in pace e con tensioni ben minori di quelle odierne.
Onestamente non capisco proprio come fai a imporre una premessa simile. E’ evidente che i trattati di Maastricht, Lisbona e seguenti sono delle ciofeche che vanno ripudiati senza indugio e senza vergogna ma si può tranquillamente ripartire da dove la strada si era interrotta e ristabilire regole più eque senza compromettere gli accordi di libero scambio.

Dammi una risposta alla domanda qui sopra, chiariamo e poi andiamo avanti.

Bene, come dicevo qui il mio sogno sarebbe aprire un’altra discussione sul dopo e lo farò senz’altro, ma vorrei diventasse una discussione costruttiva, dove sviluppare idee ma se devo mettermi anche lì a combattere contro le balle mainstream significa che non è ancora il momento e che c’è ancora molto da lavorare per eliminare quello che ormai è stato definito il “luogocomunismo”. : )

Tieni conto che neanch’io ho tempo infinito, lavoro, ho famiglia e relativi impegni, poi ho preso un impegno con l’AduTeam e per quanto scarso possa essere il mio contributo voglio continare ad onorarlo e gli ultimi due messaggi qui sopra mi sono “costati” tante tante ore credimi.

Mi rendo conto che sembro pretenzioso, ma in tutta onestà non ce la posso fare da solo, come dicevo c’è chi è più bravo di me a spiegare e non mi sembra neanche giusto che mi metta a “copiaincollare” dai loro libri e scritti.

Tu accennavi per esempio a Goofynomics, io volutamente non l’avevo linkato, e spiego volentieri perchè.
Bagnai è dal 2011 che ha aperto il blog su queste tematiche, non è facile orientarsi perchè ad oggi ha scritto circa 700 articoli, ognuno dei quali ha tra dai 60-70 commenti in sù, molti commenti portano informazioni altrettanto interessanti quanto l’articolo di riferimento ma anche altri che propongono domande e osservazioni trite e ritrite e Bagnai non è per nulla gentile e tollerante con chi non ha voglia e in parte lo capisco, il tempo non è infinito per nessuno e avrà anche di meglio da fare.
Siccome però quando uno dice di non fare una cosa poi quella è la prima cosa che viene fatta, se proprio qualcuno volesse avvicinarsi al blog consiglio innanzitutto di iniziare da QUI e leggere tutto ma poi continuare a leggere per cercare di risolvere i propri dubbi in autonomia perchè senz’altro ne ha già parlato e a nessuno piace ripetere men che meno a lui.

Io consiglio spassionatamente di leggere bene come prima cosa il suo libro, è molto chiaro, completo e affronta anche gli argomenti del dopo e di un’altra Europa possibile. L’ho letto ad agosto 2013 in una settimana.
Il libro lo si può trovare ora anche in molte biblioteche pubbliche e non è necessario dire dove altro…


#11

Non é una cosa bislacca, hai proposto dei link e parli di uscita dalla moneta unica. Ok. Se esci dalla moneta unica e hai il valore legato all’euro che cambia?

Devi avere la libertà di cambio per svalutare ( é quello sostanzialmente il discorso dei link proposti cn un minuscolo estratto dagli economisti ).

Ok torni alla lira e svaluti e sei fuori dal MEC e tornano le dogane.

Poi?

Ti premetto che già é successo cn Ciampi nel 92 quindi puoi leggere di quello che successe li.

Quando portavo gli esempi di goofy economics o altri siti era per far vedere che c’erano alternative perché scrivevamo ad integralisti del liberismo se ricordi. Può essere un introduzione per carità ma l’uscita dall’euro serve cm ricatto per variare la currency board SE poi ciò nn avviene esci xché il risultato é certo MA lodevi saper fare!

Richiede tempo e persone capaci. Se nn risolvi i problemi italiani, oltre al cambio, nn cambia quasi nulla.

Tutto qui goku. Nn c’è bianco o nero e ti ho solo detto di guardare cn calma altrimenti si fanno errori grossi cm cn piga. O cn la Germania.

Io ero europeista fino a qualche anno fa ma ora sono per l’uscita se nn cambia. Ma prima di usare l’alternativa nucleare vediamo se i giapponesi si arrendono ;).


#12

Non ti seguo Ergo.

Se esci dalla moneta unica ovviamente adotti una moneta nazionale, la puoi chiamare ancora Lira o come ti pare, l’importante che sia una moneta sovrana.

Fatto questo, non capisco proprio perchè sei fuori dal mec (mercato europeo comune) che è stato costituito nel 1957 molto ma molto prima di qualsiasi forma di moneta unica e che è continuato con anche quando serpentone monetario e SME hanno fallito e sono stati abbandonati.

Tu confondi la CEE (comunità economica europea) e la CE (comunità europea) con la moneta unica (n)Euro detta anche (n)Eurozona.
Le dogane intracomunitarie (alla CE) sono state soppresse a mia memoria nel 1991 e non c’entrano un tubo con la moneta unica.

Penso che sia solo una tua confusione (peraltro comprensibile visto quello che passa sui media) ma se così non fosse dimmi dove lo hai letto che sono curioso di capire che razza di economista sia questo tizio.

Chiariamo quanto sopra che è fondamentale e poi sarò felice di farti vedere cosa è successo nel 1992 con quel … sant’uomo di Ciampi e compagni di merenda.


Crisi, Financial Times: "Se l'Italia non cresce farà default sul debito pubblico"
#13

Informazione , notizie, cause, falsità, conseguenze etc.

capire per NON credere.

e questa seconda parte di Marcello Foa (circa sei mesi dopo).


#14

Purtroppo troppo pochi guarderanno questo interessantissimo video. Alla maggior parte bastera’ l’analisi del referendum no euro del tg4.


#15

Il fronte di coloro che sono contrari alla nEurozona e ovviamente ai trattati che ne determinano le fondamenta e tutta la sua struttura ideologica è in larga parte contrario al referendum, per diversi motivi tutti abbastanza condivisibili da parte mia.
Io sono contrario al referendum, così come sono stato contrario al referendum contro l’austerity che per fortuna non è passato, non perchè mi piaccia quello che sta succedendo, ma, principalmente, perchè l’informazione è fuori controllo democratico e non bastano i pochi mesi a disposizione prima di un referendum per ribaltare di 180 gradi tutte le convinzioni che ci hanno propinato in più di 30 anni.

Certo, il referendum avrà il pregio di portare questa discussione in primo piano e di farla arrivare un po’ in tutte le case, ma come dici tu Hammon, ci arriverà attraverso il filtro di una informazione distorta.
Basti pensare che ancora oggi quando dici a qualcuno che uscire dal neuro è essenziale per riportare il perno della bilancia economica al centro, lo obiezioni sino ancora del tipo “ma poi la benzina aumenta del 30%”, “ma io ho un mutuo in euro, sarò distrutto”, “se esci dal neuro sei fuori dal mercato comune e ricominci una inutile guerra dei dazi”, “ma che c’entra il neuro, noi in Italia abbiamo la corruzione e l’evasione fiscale… e poi i forestali della Calabria…!”

Senza un’informazione sana e aperta spiegare che questi sono, come minimo, argomenti di seconda o di terza importanza, e a volte (come per la benzina e i mutui) addirittura problemi ininfluenti, diventa impossibile; E qual’è la conseguenza?

La conseguenza è che la gente, male informata e terrorizzata (e questa è la base di partenza), per istinto rimane ferma, non decide, il cambiamento fa paura e la paura è una brutta bestia.

In che percentuale la popolazione sarà in grado di ricevere una informazione completa e di decidere in modo equilibrato? Questo è il motivo principale per cui sono contrario al referendum, anzi, sono contrario persino alla raccolta firme, perchè se non verranno raccolte sufficienti firme passerà in automatico il messaggio che alla maggioranza della popolazione il neuro va bene così com’è e il discorso è chiuso.

Guarda la Grecia, quando è scoppiata la crisi avevano l’intenzione di uscire o almeno di fare un referendum, ma questa era una opzione neanche pensabile a Bruxelles, e come in Italia è stata imposta la politica europea anzichè quella che in una democrazia avrebbe scelto il popolo greco. Risultato: L’economia greca è stata completamente distrutta ma la gente è talmente spaventata che l’unica cosa che riescono a pensare è di andare a Bruxelles a picchiare i pugni sul tavolo, quando non solo non c’è un tavolo, ma non c’è neppure la stanza perchè lassù, a bruxelles come a Berlino, l’unica cosa che la Grecia può ricevere è una dilazione dei debiti esteri, ma se deve pagare, prima o poi dovrà pagare.

Dispiace dirlo, ma per far aprire gli occhi alle persone bisogna che i politici che ci hanno messo in questa trappola siano messi di fronte alla impossibilità di continuare, annusino bene il puzzo della mer** che li sta avvolgendo e, per paura di perdere il loro potere (perchè il problema non è SOLO di moneta ma di SOVRANITA’), davanti al bordo della cloaca, facciano un bel salto carpiato e cambino direzione, magari dando la colpa a qualcun’altro, come sanno ben fare.

Però, come dicevo all’inizio, c’è anche chi crede che questa sia l’occasione giusta per far aprire gli occhi e informare, e allora, visto che il ballo del referendum è iniziato, balliamo e facciamo informazione.
Io non posso fare sconti, non sono in grado di riassumere un argomento così complesso e importante in poche righe, non posso che riproporre la lettura dei due libri del prof. Alberto Bagnai. Lo so, non sono facilissimi, anche se scritti molto bene e a tratti anche con aneddoti simpatici, sono pur sempre libri di economia; personalmente sono arrivato a circa metà delle 460 pagine del secondo libro e credo che comunque sia comprensibile da chiunque voglia approfondire il problema e che da lì bisogna partire per riportare il perno della bilancia al centro, poi ogn’uno sceglierà da che parte stare.


#16

Francamente non mi aspetto che la maggioranza di persone voti il referendum consapevolmente, mi basta che seguano la massa un minimo informati come e’ avvenuto in innumerevoli occasioni. Certo che se siamo contro un referendum solo perche’ non pensiamo che si faccia abbastanza informazione e’ come darsi la zappa sui piedi. L’unico modo di salvare il paese e’ avere una moneta sovrana ed il referendum e’ una buona occasione


#17

Questo è il nodo del problema, MASSA e INFORMATI.
Mi suona strana questa tua convinzione a fronte del tuo commento alle argomentazioni di Marcello Foa.
Come fai ad essere convinto che possa esistere una massa sufficientemente informata al punto tale da convincere a seguire il loro esempio la restante parte della popolazione mal informata?

Credi che sia semplice spiegare al metalmeccanico o al pensionato o alla massaia di turno che il motivo principale per cui l’Italia (e il resto d’Europa) è nella merd@ è per scelte ideologiche e monetarie sbagliate?

Qui non si tratta di capire solamente che la moneta unica è sbagliata, ma di essere in grado di argomentare e controbattere, senza gli strumenti che gli “avversari” possiedono.

Perchè nel frattempo la MERD@ che viene passata dalle reti nazionali, nell’orario di massimo ascolto è questa

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-88488543-76b7-4cd4-85b2-d0b6d793034d.html

o questa

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2b431e4a-c762-4e36-9d40-d8d85d56a28e.html

o questa

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f3029e7e-3519-4a65-a133-b02f6d20878b.html

Ti metto alla prova @Hammon, vediamo se riesci a individuare bene il FRAME di questi velocissimi spot, vediamo se riesci a capire a chi danno vantaggio, a individuare quale ideologia economica assecondano, quali interessi difendono e ribattere in modo assolutamente convincente ma soprattutto a farlo a livello mediatico pari alla tua controparte.

Io magari potrei mettermi qui e perdere delle giornate per ricostruire i processi macroeconomici e i risultati a lungo termine che provocano ma, oltre al fatto che con buona probabilità, sia per livello di istruzione che per capacità dialettica, potrei anche non riuscire nello scopo, il problema è la disparità di mezzi. Quand’anche io o te riuscissimo a sconfessare tre o quattro falsità, pensi di aver vinto una battaglia? No, io penso che al massimo possiamo raggiungere 20 o 30 amici qui e magari altri 20 o 30 nella vita quotidiana, ma nel frattempo il bombardamento mediatico (fatto da chi ha strumenti, milioni di neuri a disposizione e personale pagato per farlo) ci ha sotterrato ed è passato oltre.

E’ poi ancora tutto da vedere se i referendari siano in grado di argomentare compiutamente e correttamente le motivazioni per cui è essenziale un ritorno si cambi fluttuanti e ne dubito fortemente. Io ho smesso di seguire lo svolgimento delle mestruazioni di grillo e casaleggio diverso tempo fa, ma le ultime notizie che avevo erano che "bisogna uscire dal neuro SOLO SE Bruxelles e Bce non si decidono a fare e sovvenzionare i nEurobond, e questo è già il segno che non hanno capito un beato c. perchè i neurobond non sono in grado di risolvere nulla, anzi peggiorerebbero ancora la situazione e mi chiedo come con queste basi loro possono condurre una campagna referendaria minimamente coerente e convincente.


#18

Accetto la sfida :wink:
Ho visto il primo e non ci vedo nulla di tendenzioso francamente. A parte la storiella che uscire dall’euro sia in certo qualmodo legato ad avere una una re di distribuzione unica.
Mi perdonerai se ho letto poco o nulla di teorie macroeconomiche, probabilmente non saro’ in grado di riconoscere le bugie.


#19

A parte la storiella che hai evidenziato, che comunque sull’ascoltatore ha già grande presa, io ci vedo un sacco di premesse false e tendenziose.

False perchè
presentano agli italiani un vantaggio dell’Italia grazie alla politica di unione delle retigas europee che non è assolutamente vera perchè l’Italia ha già da un decennio diversificato abbondantemente l’approvvigionamento del gas (e non grazie a politiche europee ma di sana politica nazionale ITALIANA)

False perchè presentano il progetto di unione delle retigas come una cosa che si poteva fare solo con l’intervento della unione europea, come se le ferrovie o le reti stradali nazionali fossero da sempre arrivate solo ai confini delle nazioni e le ferrovie e le autostrade delle altre nazioni fossero continuate senza nessun collegamento (ti risulta che per girare l’europa occorra scendere da una macchina al confine e salire su un’altra dall’altra parte e così via?)
La falsità è ancora più evidente se si pensa alla rete elettrica. Forse è stata creata quando è arrivata l’unione europea e l’unione monetaria o esisteva già ed è assolutamente lecito affermare che un’unione delle retigas si sarebbero putute ottenere, come è stato per quella elettrica, in ogni caso e che questo spot è del tutto propagandistico e fatto ai soli fini di fuorviare l’opinione pubblica?

Falsa perchè
sottintende che l’unione europea possa pesantemente influenzare il prezzo del gas. Possiamo forse trattare allo stesso mododi quello che ci fanno intendere col gas anche il prezzo del petrolio? Possiamo minacciare i produttori di non comprarlo più se non abbassano i prezzi? O forse, il prezzo del gas, come quello del petrolio dipende dalla legge della domamda e dell’offerta?

Tendenziosa perchè costringe l’ascoltatore all’interno del frame continuo e martellante per cui fuori dal neuro c’è la distruzione del nostro benessere, c’è la crisi energetica e che il neuro ci ha salvati e ci protegge da tutto questo.
Ovviamente senza prendere assolutamente in considerazione le cause della attuale crisi Europa-Russia sulla quale, le responsabilità della politica egemonica-nazista tedesca e gli interessi ultraliberisti delle multinazionali europee e americane pesano come macigni e scaricano i maggiori costi sui soliti soggetti, consumatori e lavoratori.

Ecco, forse scavando a fondo si possono trovare altre falsità e faziosità in questo primo filmato, io mi sono fermato a quello che più mi faceva venire il vomito.

Cosa traggo da questo piccolo post? Traggo che per scriverlo ho impiegato circa due ore e, se mai sono riuscito a convincere tutti quelli che leggono (e non sono così presuntuoso da pensare di esserci riuscito), avrò raggiunto 20 amici, mentre dall’altra parte con un messaggio del genere, spammato a orari strategici (come prima di un tg) raggiungono 20.000.000 (ventimilioni/00) di ascoltatori che, pronti a ricevere la loro dose giornaliera di notizie uniformate in tutta l’informazione nazionale, abbassano il loro già basso senso critico e assimilano perfettamente.

PUDE (partito unico dell’euro) vince a mani basse 1.000.000 a 1 :expressionless:

Non ti perdono perchè non ho nulla da rimproverarti, ci ho messo un po’ a capirlo nonostante il mio comportamento era conforme a quello della gente comune ma la prima lezione che ho imparato quando ho iniziato a parlare di economia sul vecchio forum è che questi argomenti non piacciono a nessuno, sono noiosi ma anche lunghi e complicati. Questo è un altro dei tanti motivi per cui il dibattito su un referendum così complicato è considerato da molti decisamente pro-euro.

  • Non ci sono mezzi di informazione bilanciati

  • Non c’è un sufficiente numero di persone abbastanza preparate per discutere l’argomento (primi tra tutti i referendari ma neppure i no-euro della Lega (escluso Borghi) hanno mai capito una beata cippa e saranno in grado di reggere il confronto, ed è sempre stato così)

  • Non ci sono orecchie e occhi disposti ad ascoltare ma soprattutto a leggere, perchè certi argomenti, se si vuole portare la discussione verso uno sbocco utile, non si affrontano a slogan, a meno che non si voglia fare disinformazione come chi si vuole combattere (e, anche volendo, non se ne ha neppure i mezzi).

Ma vedremo, ovviamente spero di sbagliarmi. E poi potrebbe anche succedere che tutto il castello crolli ancora prima che il referendum abbia luogo, gli eventi evolvono sempre più velocemente ogni giorno che passa…


#20

@goku il tuo post mi ha rincuorato, non mi sono perso nulla di cio’ che hai elencato, ma dato che oramai “non mi aspetto nulla di diverso” dai media italiani ho inizialmente considerato il messaggio piu’ positivamente del dovuto.
In realta’ anche io non sono contento di come stanno informando sul referendum ma non si puo’ cambiare l’informazione di punto in bianco. Non a caso fu il primo punto dei v-day di grillo e le leggi di iniziativa popolare.
senza informazione sana e’ impensabile fare alcun che’.