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View Full Version : Sesso, droga & musica rap L’assalto dei cattivissimi


flyoftheycarus
7th July 2006, 13:31
Non che il genere mi entusiasmi molto come non conosco "Fibra", ma visto la sezione mi sembrava lecito riportare questa notizia dalla Stampa (Stampa)

TENDENZE TRA DENUNCIA E PROVOCAZIONE, UN FENOMENO CHE HA IN «MONDO MARCIO» E «FABRI FIBRA» I SUOI LEADER SI CELEBRA QUESTA SERA IN UN FESTIVAL A GENOVA

Sesso, droga & musica rap
L’assalto dei cattivissimi

Duri, maleducati, scorretti
E in cima alle classifiche

inviata a GENOVA
Festival di tendenza e tre-giorni-di-fuoco, sguardo sul mondo per le menti
Fabri Fibra, i gay lo accusano di
omofobia per i testi del suo ultimo disco
giovanili, stasera dalle rovine delle acciaierie Italsider di Cornigliano, la kermesse Goa-Boa offre ai ragazzi della società post-industriale ciò di cui tutti parlano con scandalo o curiosità in questo scorcio di stagione: una bella doccia di rap italiano, che sull’onda del tardivo impegno della grande discografia nazionale nel campo minato delle parole in rima, sta esplodendo con la stessa rapida facilità che ebbe a suo tempo la «Solitudine» della Pausini con il suo Marco che se ne era andato via e non tornava più.

Parole come pietre Il nuovo rap made in Italy è come il confratello yankee, crudo, duro, figlio della strada e di Eminem. Qualche scampolo leggero e inoffensivo: «...non per tutti è sempre così facile, specialmente se il tuo culo è già su una lapide...» (Mondomarcio); «Qui si vive pisciando a terra per delimitare ciascuno la propria casa» (Cor Veleno); «Ciao ragazzina che fai con la cartina?... questa gente ti rovina perché puzza di cantina, qui la gente di lusso pippa la cocaina...» (Fabri Fibra). La prima infilata di nomi annunciati a Cornigliano non dice ancora molto ai più: Zena Art Core, gli alessandrini già post-rap Uochi Toki, i Club Dogo, i romani Cor Veleno (che arrivano dal giro del Piotta, diventato l'Andy Warhol de noantri), sono ancora in quella zona indistinta che potrebbe (o no) portare alla gloria con un disco che diventa un caso sull'onda di una buona distribuzione e di una forte provocazione.

Certo che, questa volta, chi come loro già sta in lista nelle torride praterie dei Festival estivi dedicati, ha qualche ragione di ottimismo in più sul proprio futuro. La tendenza pare inarrestabile, e non si ha idea di dove si potrà andare a parare. Perché dopo decenni di rime più o meno politicamente corrette - quelle visionarie, colte o romantiche di Jovanotti, oppure quelle di forte denuncia civile di Frankie NRG - il rap italiano ha rotto gli argini e si presenta, agli atterriti genitori e ai soddisfatti quanto increduli adolescenti, con eloquio e concetti desolati e disinvolti, per i quali peraltro nessuno più può fingere di scandalizzarsi dopo aver letto le intercettazioni telefoniche della signora Daniela Fini moglie dell'onorevole Gianfranco, o le esternazioni di uomini politici in vena di pomeriggi liberi.

Certo è che all'improvviso ci si ricorda di quell'etichetta diretta ai genitori - e frutto di una lunga lotta di Tippy, moglie di Al Gore - incollata sulle copertine degli incomprensibili dischi rap di importazione: «Attenzione, contiene parole esplicite». Nouveaux philosophes Star del genere sono i due rappers del momento, Mondomarcio e Fabri Fibra. Figli di quella cultura della strada che i più âgés magnificano in Franco Califano, i due stanno diventando i nouveaux philosophes del Terzo Millennio.

Milanese di banlieue Mondomarcio, vent'anni giusti, che dice di essersi salvato dalla strada con la sua musica e gira per i circoli alternativi; più maturo e provocatorio, dieci anni più vecchio, di Senigallia, Fabri Fibra, il vero caso dell'anno finito primo in hitparade con «Tradimento», accusato di omofobia e sessuofobia per versi del tipo «Il mio cazzo è in questione/Ne vuoi un'illustrazione/Vorresti anche toccarlo brutto pezzo di un recchione» oppure: «Piacere mi chiamo Fibra, Lei è la mamma?/Lo sa che sua figlia a 16 anni è già una cagna?». Chi lo conosce bene, giura che l'uomo è di un moralismo rigido, e che con le sue liriche vuole stigmatizzare i modaioli che si fingono gay, e le ragazze che hanno tradito la lezione del femminismo e con una falsa idea della donna liberata sono disposte a vendersi per apparire in tv.

moko
10th July 2006, 15:26
asd la stampa arriva sempre almeno 5 o 6 anni dopo che è finita tutta la parte genuina, in italia anche 10 anni dopo

cattivissimi?

metallo
2nd February 2007, 00:24
io ho paura di loro..........
maddai il rap e' un fenomeno ultra-commerciale,fanno tutto per i soldi,quando nel ghetto la gente muore veramente...e' tutta una strategia di marketing.


mi dispiace per quelli genuini sia italiani che stranieri,quello che arriva da noi in superficie e' quasi sempre mer...

e' diventata una moda oramai

uNiT52
2nd February 2007, 09:04
asd la stampa arriva sempre almeno 5 o 6 anni dopo che è finita tutta la parte genuina, in italia anche 10 anni dopo

cattivissimi?

quanta raggggione....belli i tempi dei sangue misto altro che........di sicuro non di mondo marcio(?).....